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Assegno circolare: come e dove incassarlo?

23 ottobre 2017


Assegno circolare: come e dove incassarlo?

> Business Pubblicato il 23 ottobre 2017



Come e dove incassare l’assegno circolare ricevuto in pagamento

 Nella quotidianità dei rapporti economici, in particolare in quelli commerciali, è frequente che i pagamenti vengano effettuati tramite assegni. Questi possono essere circolari o bancari e pertanto, prima di spiegare nel dettaglio come e dove incassare un assegno circolare, facciamo qualche piccola premessa sulle loro caratteristiche e le loro differenze.

Che cos’è un assegno circolare?

L’assegno circolare è definito dalla legge [1] come un titolo di credito, cosiddetto all’ordine in quanto emesso e firmato dalla banca su richiesta di una persona che ha già aperto presso la stessa banca un conto corrente. Sul conto corrente il richiedente – prima ancora di domandare l’emissione dell’assegno – deve aver preventivamente depositato la somma riportata nell’assegno.

Vale a dire che se un imprenditore intende pagare la fornitura di merce del valore ad esempio di € 3.000 a mezzo assegno circolare, dovrà aver depositato sul conto corrente una somma di almeno € 3.000. Diversamente la banca gliene rifiuterà l’emissione.

Ciò rende l’assegno circolare un mezzo di pagamento sicuro per il creditore che lo riceve. Infatti, la circostanza che queste somme siano disponibili presso la banca emittente è la caratteristica che differenzia l’assegno circolare dall’assegno bancario che, in particolari circostanze, espone chi lo riceve al rischio di “non trovare” i fondi.

In buona sostanza mentre chi si reca in banca per incassare un assegno bancario corre il rischio di non trovare i soldi, chi si trova in possesso di un assegno circolare e lo presenta per l’incasso è garantito dalla presenza certa di quelle stesse somme indicate sul titolo.

Assegno circolare: perché è sicuro?

Come anticipato, quando si è in possesso di un assegno circolare si sa che generalmente non ci si troverà di fronte a “brutte sorprese”. Infatti la somma in esso indicata è una somma di denaro già presente sul conto corrente del disponente e messa a disposizione del beneficiario. Ciò significa che lo si può incassare in un qualsiasi momento perché le somme indicate sono “messe da parte” appositamente per il beneficiario e non ci sono i rischi di “scoperto” normalmente riconducibili all’assegno bancario. Infatti, ciascun Istituto di credito bancario prima di emettere un assegno circolare chiede preventivamente al disponente il versamento della somma corrispondente a quella contenuta nel titolo.

Circa gli aspetti formali, l’assegno, munito della clausola “non trasferibile”, deve indicare il nome o la ragione sociale del beneficiario, l’importo da pagare e la dicitura “pagabile a vista”. Quest’ultima consente di incassare immediatamente e senza alcuna limitazione (salvo si tratti di importi considerevoli) la somma indicata nell’assegno.

Come si incassa un assegno circolare?

Tanto detto in via generale, in concreto è da dire che l’assegno può essere incassato presso una qualsiasi filiale della banca che lo ha emesso, anche quando non si dispone di un conto corrente aperto presso quel determinato istituto. Ad esempio, se l’assegno è stato emesso da “Banca Alfa” e il suo possessore ha un conto corrente aperto presso la “Banca Omega”, lo si potrà riscuotere presso una qualsiasi filiale di “Banca Alfa” presente in Italia.Come anticipato, la via alternativa all’incasso in contanti è il versamento sul conto corrente del beneficiario.  Ciò vuol dire che quest’ultimo, in alternativa, potrà versare l’assegno emesso dalla “Banca Alfa” sul proprio conto corrente aperto presso la “Banca Omega”. In questo caso al beneficiario basterà recarsi presso la propria banca, versare l’assegno e depositarlo.

In entrambi i casi deve precisarci che non è necessario presentare documenti particolari, ma è sufficiente – e indispensabile – portare con sé un documento di riconoscimento. Ovviamente, potrà incassare l’assegno solo colui che è indicato come beneficiario, ovvero persona da questo validamente delegata.

note

[1] artt. 82 e ss. Regio decreto n. 1736/1933 del 21.12.1933.


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