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Pos non obbligatorio: ecco per chi

27 ottobre 2017 | Autore:


> Business Pubblicato il 27 ottobre 2017



Il Pos è obbligatorio, ma non per tutti: ci sono delle eccezioni. Vediamo quali e per chi

Si parla già da tempo della «questione Pos», che si manifesta “travagliata” e discussa. Leggi sul punto Pos obbligatorio: in arrivo le sanzioni. L’orientamento del Governo sembra non lasciare scampo: il Pos (Point of sale) sarà obbligatorio per tutti i negozianti, commercianti, i professionisti ed i vari esercenti italiani, i quali non potranno più rifiutare un pagamento elettronico. In caso contrario, infatti, saranno previste forti sanzioni ed il cliente potrà – addirittura – andare via senza pagare, chiedendo di essere ricontattato non appena sarà possibile pagare con il bancomat. Le regole sul pos obbligatorio saranno introdotte col decreto che recepisce la direttiva dell’Unione Europea sulle commissioni interbancarie per le operazioni di pagamento con carta [1] che, probabilmente, verrà approvato entro la fine del 2017 o, al più tardi, nei primi mesi del 2018.

Ma ogni regola ha le sue eccezioni. Vediamo, dunque, in quali casi e per chi il Pos non sarà obbligatorio. Chi, in altri termini, “si salverà” dall’obbligo del Pos, fonte di spaventevoli costi per molti e di severe sanzioni per chi non si adegui. 

Pos obbligatorio: quali eccezioni

Il Ministero dell’economia potrà modificare il provvedimento che fissa gli obblighi inerenti all’uso del Pos. In questa rivisitazione della norma, di fatto, potrebbe arrivare una salvaguardia per:

  • i pagamenti dei valori bollati;
  • il pagamento del bollo auto;
  • il pagamento delle multe stradali;
  • il pagamento dei carburanti;
  • i professionisti che fanno pagamenti ad altri professionisti, come ad esempio avvocato che paga avvocato o un avvocato che paga un commercialista. Per quanto riguarda i professionisti è comunque prevista una esenzione qualora operino in studi associati e non svolgano lavoro di consulenza diretta con clienti.

Pos non obbligatorio: perché?

A fare chiarezza e a spiegare il motivo di alcune delle esclusioni elencate sopra è stato Sergio Boccadutri (Pd), relatore della Commissione Finanze della Camera, che ha evidenziato come «i carburanti di autotrazione sono soggetti alle accise e quindi è pensabile che la configurazione dell’obbligo Pos-accettazione pagamenti elettronici sia attenuata, al fine di trovare una migliore soluzione, perché il gestore del distributore andrebbe a pagare la commissione bancaria anche sulla parte che va allo Stato in quanto tassata con le accise». Con riferimento, invece, ai valori bollati ed ai professionisti, ha spiegato che «i tabaccai non ricevono una fee (tassa) in base alla quantità, ma fissa; mentre i professionisti – nel contratto di prestazione d’opera professionale – possono concordare diverse forme di pagamento, quindi anche mediante bonifico bancario e assegno». 

Pos obbligatorio: le forti polemiche

Al di là delle eccezioni ed esenzioni,  la polemica è ancora molto “aspra”: negozianti, artigiani ed esercenti commerciali si sono duramente schierati contro la nuova linea governativa. Ciò in quanto il pagamento con il bancomat porta con sé diverse spese e commissioni che favoriranno le banche a discapito delle piccole e medie imprese italiane. Ed infatti, prima ancora che le sanzioni previste, ciò che realmente spaventa sono i costi del Pos: le commissioni del Pos sono aumentate del 19% rispetto al 2015 e i costi totali possono toccare i 6.300 euro annui (circa il 40% in più rispetto al 2015). Ma perché il Pos è obbligatorio? Quanto costa avere un Pos? Cosa prevede la legge sul punto? Quali saranno le sanzioni? Quali le criticità della nuova linea governativa? Per avere le idee più chiare leggi: Pos obbligatorio nei negozi: quanto costa?.

note

[1] Direttiva 2015/2366/UE sui servizi di pagamento nel mercato interno (PSD2).


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