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Sigarette: nuovi aumenti per non morire

4 Novembre 2017 | Autore:
Sigarette: nuovi aumenti per non morire

Un centesimo in più a sigaretta per morire di meno e cercare nuovi fondi per i farmaci innovativi anti-cancro

Noi italiani paghiamo davvero tante, troppe tasse. Ce n’è solo una, però, che se aumentasse ci farebbe guadagnare di più, almeno in termini di salute, vale a dire l’imposta sui prodotti del tabacco. Inutile girarci intorno cari fumatori: sono in arrivo nuovi aumenti sul prezzo delle sigarette. Presto ogni singola sigaretta costerà un centesimo in più. L’aumento, però, non andrà a rimpinguare le casse dell’erario. Lo scopo è di gran lunga più nobile, in quanto servirà a finanziare la ricerca contro i tumori e a trovare nuove risorse per i farmaci innovativi anti-cancro. Quasi un paradosso quindi: chi fuma fa del male a se stesso ed alle proprie tasche, continuando a comprare le sigarette, però, alimenterà i fondi per far stare meglio gli altri.

È questa l’idea del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che supportata dall’Aiom (l’Associazione Italiana di Oncologia Medica) ha avanzato la proposta di aumento delle accise sul fumo. Si prevede, in particolare, l’aumento di un centesimo sul prezzo di ogni singola sigaretta venduta, per recuperare più di 700 milioni di euro ogni anno da destinare alla ricerca  oncologica e garantire l’accesso di tutti i pazienti ai cosiddetti farmaci innovativi. Si tratta, secondo quanto riferisce il Ministro della Salute, di una «battaglia di civiltà ed è una strada giù percorsa con successo da altri Paesi come l’Australia, la Norvegia e l’Irlanda». Gli oncologi plaudono all’idea del Ministro della Salute. In poche parole: chi vuole continuare a fumare e di conseguenza ad ammalarsi, faccia pure. Il prezzo da pagare, però, non solo sarà sempre più alto (sia in termini economici, che di salute), ma servirà soprattutto a far stare meglio gli altri. Il che oltre a rappresentare  un ulteriore smacco per le tasche dei fumatori ha anche il sapore di una “sfida psicologica” nei loro confronti. Ed infatti, se aumentare il prezzo delle sigarette funziona (pagare di più è comunque un deterrente potente contro tabagismo), innescare nella mente di un fumatore che facendo del male a stesso potranno guarire gli altri è un’idea davvero geniale.

Tempi duri, dunque, per chi proprio non riesce togliersi questo “maledetto vizio”. Eppure, lo sanno tutti, il fumo fa davvero male. In Italia più di centomila casi di tumore ogni anno sono causati dal fumo di sigaretta: l’85-90% dei tumori del polmone; il 75% di quelli della  testa, del collo e della vescica; il 25-30% di quelli del pancreas. Percentuali spaventose e mali terribili imputabili al tabagismo.
Secondo l’American Cancer Society il consumo di tabacco è responsabile ogni anno di circa il 30% di tutte le morti. In Italia questa stima corrisponde a più di 180mila decessi annui evitabili, dovuti a tumori, malattie cardiovascolari e dell’apparato respiratorio. È importante sottolineare che smettere di fumare riduce, dopo 5 anni, del 50% il rischio di sviluppare tumori del cavo orale, dell’esofago e della vescica e, dopo 10 anni, si riduce la probabilità di avere una diagnosi di cancro del polmone.


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Autore immagine: Pixabay.com


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