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Tari: aumenti in vista

6 Novembre 2017 | Autore:
Tari: aumenti in vista

La Tari non è interessata dalla sospensione prevista in finanziaria e pertanto si prevedono aumenti

Attività commerciali e famiglie potrebbero trovarsi una spiacevole novità sotto l’albero. La manovra economica di fine anno, infatti, come tutte le ultime leggi finanziarie, nonostante gli annunci, nasconde ovviamente degli aumenti in termini di tasse.  Nel disegno di legge di bilancio 2018, infatti, la Tari è stata definita liberamente manovrabile. Questo perché la manovra finanziaria ha previsto la sospensione di diversi tributi, da cui la Tari, invece, è stata esclusa. Ma andiamo con ordine, cercando di capire cos’è la Tari e chi è obbligato a pagarla.

Cos’è la Tari?

La Tari è l’imposta comunale sui rifiuti, sostituiva della vecchia Tares, che è stata introdotta con la legge di stabilità 2014. La somma dovuta ai Comuni a titolo di Tari, deve essere corrisposta da coloro che possiedono o detengono, a qualsiasi titolo, locali o aree scoperte, qualunque sia l’uso cui sono adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. L’imposta sui rifiuti in questione, dunque, deve essere versata al Comune dagli inquilini, non importa se proprietari o affittuari.

Quali aumenti ci attendono?

Con la manovra finanziaria, in sostanza, se da un lato è disposto per tutto il 2018 il blocco dei tributi comunali, dall’altro lato è stata prevista una eccezione per la Tari che, pertanto, diventa manovrabile senza vincoli. Sulla scorta di queste previsioni è facile immaginare che i Comuni, per far cassa, sfrutteranno l’occasione e aumenteranno l’imposta. E la stessa libertà di manovra concessa ai Comuni per la Tari varrà anche relativamente al canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche e per la tassa di soggiorno.

A riprova del caos vigente in punto di Tari si considerino poi gli errori perpetrati da diversi Comuni sul calcolo delle tariffe. Il Ministero dell’Economia ha precisato che la quota variabile della Tari, ossia quella legata al numero dei componenti di una famiglia, va calcolata soltanto una volta per le abitazioni con pertinenze. Invece per anni tantissime amministrazioni hanno replicato il conteggio per garage, cantine e solai, così moltiplicando illegittimamente il costo delle bollette. Come abbiamo già chiarito nell’approfondimento Tari illegittima: come chiedere il rimborso , qualora l’abitazione abbia anche delle pertinenze come la cantina o il garage, la loro superficie deve essere sommata alla superficie dell’abitazione principale. Compiuta tale operazione, si deve procedere all’applicazione delle tariffe. I Comuni, invece, hanno frequentemente calcolato illegittimamente la Tari, dividendo l’abitazione dalle sue pertinenze e applicando ad ognuna di esse la quota variabile. In base a tale calcolo il povero contribuente si è visto recapitare una cartella di pagamento di notevole entità: egli è stato costretto a corrispondere addirittura il doppio rispetto al dovuto.

Le criticità in tema di Tari non finiscono qui. A questo caos normativo si aggiunga l’illegittima applicazione dell’Iva alla tassa rifiuti. Una tassa sulla tassa dichiarata illegittima anche dalla Corte di Cassazione [1] che ha recentemente ribadito come il divieto di doppia imposizione del prelievo fiscale costituisca principio fondamentale in tema di diritto tributario. Purtroppo però, come già segnalato in Tassa rifiuti: come chiedere il rimborso Iva, nonostante sia stata dichiarata l’illegittimità dell’applicazione dell’Iva sulla tassa dei rifiuti, sono ancora molti i Comuni che continuano indebitamente ad avanzare questa richiesta al cittadino. A tale applicazione corrisponde il diritto dei cittadini di chiedere al proprio Comune il rimborso dell’Iva indebitamente pagata sulla tassa sui rifiuti.


note

[1] Cass., sent. n. 5078 del 15.03.2016. In senso conforme Cass., sent. n. 3756 del 08.03.2012.


1 Commento

  1. Perchè se
    “La somma dovuta ai Comuni a titolo di Tari, deve essere corrisposta da coloro che possiedono o detengono, a qualsiasi titolo, locali o aree scoperte, qualunque sia l’uso cui sono adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani”
    l’autorimessa, utilizzata esclusivamente per il parcheggio dell’auto, è soggetta alla tassa? Più che una tassa, un abuso

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