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Nuovo digitale terrestre: ecco il bonus Tv 2018

8 Novembre 2017
Nuovo digitale terrestre: ecco il bonus Tv 2018

È previsto lo stanziamento di 100 milioni di euro come contributo al fine di  agevolare l’adeguamento dei televisori in vista del nuovo switch off del digitale terrestre

Una nuova rivoluzione presto colpirà i televisori italiani. Rivoluzione che, purtroppo, andrà ad incidere negativamente anche sulle tasche di molti contribuenti. È in arrivo, infatti, il nuovo digitale terrestre, con la conseguenza che – secondo le prime stime – più del 90% delle TV del Paese non sarà in grado di ricevere le nuove trasmissioni e sarà, quindi, necessario un decoder aggiuntivo o, addirittura, cambiare l’intero apparecchio. Per tali motivi, il Governo ha previsto lo stanziamento di 100 milioni di euro come contributo al fine di  agevolare l’adeguamento dei televisori in vista del nuovo switch off del digitale terrestre previsto nel 2022. Vediamo, dunque, in cosa consiste il bonus Tv 2018 e a chi sarà destinato questo contributo previsto dal Governo al fine di agevolare le famiglie italiane in vista dell’adeguamento degli apparecchi televisivi.

In arrivo il nuovo digitale terrestre

La tecnologia del digitale terrestre subirà un profondo cambiamento. La Legge di Bilancio 2018, attualmente all’esame del Senato, prevede il passaggio, entro il 2022, al nuovo standard digitale terrestre di seconda generazione, o Dvb-T2. Ciò per favorire lo sviluppo del 5G, banda larga per la telefonia mobile: a tal fine l’Europa esorta gli Stati membri a lasciare libera la banda 700 Mhz, dove attualmente viaggiano i canali televisivi, per destinarla al 5G [1].

In sostanza, quindi, i nuovi apparecchi televisori dovranno avere in dotazione:

  • Il nuovo standard Dvb-T2;
  • il codec Hevc (High efficiency video coding) al posto degli attuali Mpeg2/Mpeg4 per la compressione dei dati senza alterare la qualità dell’immagine.

Chi dovrà cambiare tv?

Ci si chiede, dunque, cosa si debba fare per adeguarsi a questa innovazione ed evitare di rimanere isolati dal resto del mondo. Ebbene, coloro che hanno comprato un televisione prima del 2017 (data in cui è scattato per i rivenditori l’obbligo di mettere in commercio esclusivamente dispositivi capaci di supportare il digitale terrestre) devono effettuare un controllo sugli standard trasmissivi supportati. Qualora il Dvb-T2 non sia compreso tra questi, per evitare che il televisore diventi inutilizzabile, il cittadino potrà scegliere di rottamarlo oppure di affiancargli un decoder. Attenzione: tale decoder deve essere compatibile con lo standard Hevc a 10 bit e il suo costo medio è di 25 euro. Non è vero, dunque, che sarà necessario per forza cambiare Tv ed inoltre, non è esatto pensare che le tv non funzioneranno più. In caso di mancata compatibilità con lo switch digitale, infatti, basterà acquistare un decoder aggiuntivo come avvenne nel caso del passaggio dall’analogico al digitale. Inoltre dal primo gennaio 2017 i negozianti hanno l’obbligo di vendere ai consumatori televisori già Dvb-T2 o con un decoder compatibile. Quindi, per chi ha acquistato un televisore da poco è probabile che la tecnologia presente sia già quella valida per il nuovo sistema.

Bonus Tv 2018

Per chi dovrà comunque acquistare un nuovo televisore o un decoder per adeguarsi alle nuove tecnologie, la Legge di Bilancio 2018 ha previsto lo stanziamento di 100 milioni di euro come contributo, assegnando 25 milioni per ciascuno degli esercizi finanziari 2019-2022. Per capire come sarà strutturato il Bonus tv 2018 e a chi spetterà bisognerà attendere il testo definitivo della legge. Secondo i primi pronostici il contributo, 100 milioni di euro in 4 tranche  che saranno inseriti negli esercizi finanziari 2019-2022, sarà destinato a chi è esonerato dal pagamento del canone Rai, ovvero chi ha più di 75 anni ed è in condizioni economiche disagiate. Ogni famiglia potrà ottenere il contributo per un solo televisore. In caso di insufficienza dei fondi stanziati, il Governo potrà decidere di effettuare un nuovo stanziamento. Il Ministero dello Sviluppo Economico è intervenuto in merito, chiarendo che la fase di transizione per il passaggio al nuovo digitale terrestre avverrà in due anni, dal 2020 al 2022. Il Governo ha avviato con largo anticipo il naturale ricambio degli apparecchi: dal primo gennaio 2017, infatti, è obbligatoria l’esclusiva commercializzazione di televisori con tecnologia T2-Hevc. Soltanto dal 2020 è previsto lo spegnimento delle frequenze in uso alle emittenti locali e la costruzione del Mux1 della Rai per aree geografiche. Questa fase di transizione durerà fino al 2022 e non prevede l’introduzione di tecnologia T2-Hevc. Tale ultima tecnologia sarà introdotta solo nel 2022, momento in cui il ricambio dei televisori con le nuove tecnologie avviato con 5 anni e mezzo di anticipo sarà sufficiente a garantire la transizione senza particolari problemi per le famiglie.


note

[1] Cfr. Decisione 2017/899 del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa all’uso della banda di frequenza 470-790 MHz nell’Unione del 17.05.2017.


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3 Commenti

  1. Fanno schifo per favorire le compagnie telefoniche il tutto viene fatto pagare sempre ai soliti visto saranno le compagnie ad avare i vantaggi economici perché non li fanno pagare a loro i decoder per tutti

  2. Che pena, ogni volta si escogitano sempre delle schifezze! La vodafone ha già applicato aumenti senza consultare se è d’accordo il cliente, per una telefono fisso € 2,50 al mese questo con un comunicato di aprile 2018, a novembre 2018 scatterà un altro aumento sempre di € 2,50 al mese; questo, lo giustificano, dicono loro, per favorire i loro investimenti! In più alle compagnie telefoniche saranno regalate (per modo dire naturalmente alle stesse sarà imposto il pagamento a beneficio dello stato!), quindi altre frequenze come è successo per il precedente cambio! A pagarla saranno i cittadini-contribuenti perchè dovranno ricomprare il televisore( io ne ho comprato uno nel 2016) e se tutto va bene un nuovo decoder digitale Dvt 2 2.0! C’è una tale sete di danaro e di ingiustizie che il mondo sta andando a rotoli di carta igienica! Altro che globalizzazione, caoslizzazione e meno pane per tutti! Si parla di caporalato, di schiavitù, quando i lavoratori, è vero pagati in nero, però beccano € 7,00/8,00 all’ora per raccolta di pomodori o altro, in più esiste un caporalato nero quello dei furgoni, ultima moda, con sedili di legno! Certo ci sarà l’aggancio con qualche consorteria mafiosa: però perchè alla vista della Polizia questi sedicenti sfruttati-schiavi di caporali neri, fuggono e non denunciano?Che mondo, povera Italia patrimonio dell’un-esco (tradotto in parole povere: oggi esco all’una non si sa se torno!

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