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Affitti su internet: cosa sapere

24 Novembre 2017
Affitti su internet: cosa sapere

La rete ed il web hanno rivoluzionato anche il modo di affittare casa. Ma cosa cambia?

Affittare casa su internet è diventato molto semplice.  Si trovano numerosi siti e piattaforme specializzate che rendono sempre più agevole a proprietari ed aspiranti inquilini fare affari. Dal punto di vista pratico, infatti, internet ed il web agevolano la ricerca dell’immobile e la conclusione del contratto. Le modalità di affitto on line, però, se da un lato rappresentano un indubbio vantaggio facilitando la transazione, talvolta rappresentano anche un pericolo perché possono generare facili fenomeni di evasione fiscale o, in ogni caso, di irregolarità. Vediamo, dunque, come funzionano gli affitti su internet, quali sono le regole applicabili in tema di registrazione, cedolare secca, danni all’immobile, ecc.

Affitti su internet: quali regole

In realtà è bene dire che il sistema degli affitti su internet non è un sistema eccezionale, caratterizzato da regole “speciali”. Internet è soltanto uno strumento che facilita l’incontro tra domanda ed offerta di affitti, ma le regole alla base del contratto sono sempre le stesse. La conclusione del contratto di affitto segue le regole del codice civile e in ordine alle conseguenze fiscali, i soldi derivanti dall’affitto costituiscono reddito imponibile e sono da dichiarare nella dichiarazione dei redditi come reddito da fabbricati.

Affitti su internet: devono essere registrati?

Gli affitti su internet devono essere registrati? La legge impone che il contratto di lungo periodo sia registrato presso l’Agenzia delle Entrate. Tale registrazione è obbligatoria solo per affitti superiori a 30 giorni nell’arco dell’anno solare. I 30 giorni vanno calcolati con riferimento allo stesso soggetto. Pertanto, in caso di affitto breve nei confronti dello stesso inquilino, se la somma dei singoli periodi supera complessivamente i 30 giorni nell’anno solare, allora il contratto dovrà essere registrato. E per la registrazione di un contratto di locazione, possibile anche in via telematica attraverso il sistema Fisconline, sono dovute l’imposta di registro e l’imposta di bollo.

Affitti su internet: la cedolare secca

Dal punto di vista fiscale, abbiamo detto che le somme percepite da contratto di affitto – anche se concluso tramite internet – devono essere dichiarate e dunque sono soggette a tassazione. L’imposta sostitutiva per i contratti liberi, come sono appunto quelli per gli affitti turistici, sconta un’aliquota del 21%. In questi casi è possibile l’applicazione della cedolare secca che assorbe l’imposta di registro, l’imposta di bollo l’Irpef e le addizionali comunali e regionali all’Irpef. Nel caso di contratti non registrati, la tassazione – nel caso di applicazione della cedolare secca – può avvenire nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo.

Affitti su internet: Bed & breakfast

Nel caso in cui, oltre che ad un affitto breve, si punti alla realizzazione di un vero e proprio bed & breakfast bisogna in primo luogo verificare le leggi regionali in tema di requisiti dell’immobile indispensabili per  svolgere attività di b&b o di affitta camere. Dal punto di vista fiscale, invece, bisogna guardare al servizio che concretamente si intende offrire. Se si tratta esclusivamente di un mero affitto d’immobile, allora si rientra nel reddito da fabbricati e, dunque, è possibile applicare la cedolare secca. Se invece vengono offerti anche  altri servizi, come ad esempio i pasti e se l’attività non è occasionale allora si tratta di una attività d’impresa per la quale è necessaria l’apertura di una partita Iva. Se, al contrario, l’affitto dell’immobile rimane in ogni caso una attività occasionale non si integra l’attività di impresa e dunque non è necessario il possesso di partita Iva.

Affitti su internet: danni all’immobile

Secondo le regole del codice civile, l’inquilino è responsabile per i danni causati all’immobile durante la locazione. Per i danni all’immobile causato da affitti brevi si pone l’ulteriore problema di come recuperare i soldi per eventuali danni commessi da soggetti di cui – concluso l’affitto – si sono persi i riferimenti, ad esempio perché stranieri e rientrati nel proprio paese di origine. In questi casi, il metodo migliore per tutelare il proprietario è quello di stipulare una polizza assicurativa (magari addebitata all’inquilino), ovvero in caso di affitti non brevissimi, farsi lasciare un deposito cauzionale.


note

Autore Immagine: Pixabay.com


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