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Precariato: ecco il piano assunzioni 2018

25 Novembre 2017 | Autore:
Precariato: ecco il piano assunzioni 2018

Il Ministro Madia ha firmato la circolare che dà il via al piano di stabilizzazione dei precari della p.a. e della sanità

Come superare il precariato nelle pubbliche amministrazioni e in particolare il precariato medico del Ssn? Lo spiega la circolare [1] con cui il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione illustra il piano assunzioni del 2018 specificando le modalità applicative del decreto dello scorso maggio [2], attuativo della cosiddetta Riforma Madia.   

La circolare fornisce indicazioni alle amministrazioni pubbliche che dal 1 gennaio 2018 potranno partire con le assunzioni dei dipendenti con contratto precario. La stabilizzazione di dipendenti dello Stato con contratto precario partirà da gennaio 2018 e proseguirà per tutto il triennio 2018-2020. Nel piano di assunzioni che riguarderà circa 50mila precari, saranno assunti anche medici, infermieri e personale tecnico del Ssn e ricercatori. In sostanza le amministrazioni, nei limiti delle risorse finanziarie a disposizione e senza attendere il piano triennale dei fabbisogni, possono provvedere alla stabilizzazione del personale precario in considerazione delle figure professionali già presenti nella loro pianta organica. La circolare del ministro Madia, però, ribadisce il divieto di effettuare nuove assunzioni con contratti di lavoro precario [3] per il futuro, ammettendo solo le cosiddette collaborazioni genuine. Il piano di stabilizzazione dei precari della Pa è esteso anche agli assegni di ricerca, che per la prima volta sono stati parificati ai contratti a tempo determinato ed alle cococo. Ma quali sono i requisiti per la stabilizzazione previsti dal piano assunzioni 2018?

Precariato: requisiti del piano assunzioni 2018

La circolare del Ministro della Pubblica Amministrazione chiarisce quali sono i requisiti che i precari dovranno possedere per rientrare nel piano di assunzioni 2018-2020. In particolare, l’assunzione a tempo indeterminato del personale non dirigenziale assunto con contratto a tempo determinato è rivolta ai precari che:

  • siano stati in servizio anche per un solo giorno dopo il 28 agosto 2015 con contratto di lavoro a tempo determinato presso l’amministrazione che deve procedere all’assunzione. Nel caso in cui il dipendente non fosse più in servizio alla data di assunzione a tempo indeterminato verrà data priorità ai dipendenti in servizio alla data di entrata in vigore del decreto Madia (ovvero il 22 giugno 2017);
  • siano stati assunto a tempo determinato attingendo ad una graduatoria o procedura concorsuale ordinaria;
  • abbiano maturato al 31 dicembre 2017 alle dipendenze della stessa amministrazione che procede all’assunzione almeno 3 anni di servizio anche non continuativi negli ultimi 8 anni. Gli anni utili devono riguardare attività svolte o riconducibili alla medesima area o categoria professionale per la quale si procede all’assunzione.

Chi, invece, ha lavorato con contratti precari ma non ha sostenuto un concorso, avrà diritto di partecipare alle prossime procedure concorsuali, con riserva del 50% dei posti disponibili, se possiede i seguenti requisiti:

  • contratto di lavoro flessibile stipulato successivamente alla data del 28 agosto 2015;
  • almeno tre anni di contratto maturati alla data del 31 dicembre 2017 negli ultimi 8 anni. In tale requisito di anzianità è possibile sommare periodi riferiti a contratti diversi, anche come tipologia di rapporto, purché riferiti alla medesima amministrazione e alla medesima attività.

Precariato: le previsioni per i lavoratori del Ssn

Nel settore sanitario sono circa 37mila i lavoratori precari di cui circa 10mila sono dirigenti. La stabilizzazione dei precari, riguarderà anche gli enti del Servizio sanitario nazionale, gli Irccs e gli Izs (Istituto zooprofilattico sperimentale), ma con delle specificità [4]. In particolare, per il personale tecnico-professionale e infermieristico, il requisito del periodo di tre anni di lavoro negli ultimi otto anni, può essere conseguito anche presso diverse amministrazioni del Servizio sanitario nazionale.


note

[1] Circolare n. 3/2017.

[2] D. Lgs. n. 75/2017.

[3] ai sensi dell’art. 20, comma 5, D. Lgs. n. 75/2017.

[4] come previsto dal punto 3.2.8 della Circolare n. 3/2017.

Autore immagine: Pixabay.com


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