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Vaccino antinfluenzale: risarcibili i danni alla salute?

16 Dicembre 2017 | Autore:
Vaccino antinfluenzale: risarcibili i danni alla salute?

I danni causati dalla vaccinazione antinfluenzale ora sono risarcibili anche se il vaccino non è obbligatorio

La questione circa la risarcibilità o meno dei danni alla salute provocati dal vaccino antinfluenzale risiede nel fatto che lo stesso non costituisce una vaccinazione obbligatoria ma solo raccomandata. In particolare ciò è quanto prevedeva la normativa nazionale prima di essere dichiarata illegittima da una recente sentenza della Corte costituzionale [1].

Vaccini antinfluenzali: la disciplina nazionale

Fino al recente intervento della Corte Costituzionale, la legge [2] prevedeva espressamente che al cittadino che avesse subito un danno alla propria salute – tutelata dall’art. 32 Cost. – spettava il diritto al risarcimento solo se il danno era direttamente collegabile ad una vaccinazione obbligatoria. Di contro, essendo la vaccinazione antinfluenzale solo raccomandata ma non obbligatoria non vi era alcun diritto al risarcimento del danno. Il soggetto, in sostanza, sottoponendosi alla vaccinazione per sua libera e consapevole scelta, ne accettava i rischi, compreso quello di un danno alla salute.

Vaccini obbligatori: le differenze

Ci si potrebbe domandare, a questo punto, perché lo Stato risarcisca i danni causati da vaccinazione obbligatoria atteso che lo stesso non è il diretto colpevole del danno. La risposta sta nel fatto che lo Stato ha scelto di rendere obbligatori alcuni trattamenti vaccinali per la difesa della salute collettiva. Per cui il diritto al risarcimento di chi subisce una lesione alla salute, non sta tanto nell’essersi sottoposto a un trattamento obbligatorio, quanto nelle esigenze di solidarietà sociale che impongono all’intera collettività di farsi carico delle conseguenze negative che il soggetto abbia subìto per il bene non solo proprio ma anche di tutta la collettività.

Vaccino antinfluenzale: la Corte Costituzionale

Nella sentenza in commento, le questioni di legittimità costituzionale sono state sollevate dalla Corte d’appello di Milano a seguito dell’impugnazione da parte del Ministero della salute di una sentenza che aveva riconosciuto al ricorrente, in primo grado, l’indennizzo da vaccino antinfluenzale. Al cittadino in questione era stata diagnosticata una malattia, insorta dopo la vaccinazione antinfluenzale ampiamente caldeggiata ai pensionati della sua fascia di età nelle campagne di sensibilizzazione del Ministero della Salute.

Con la sentenza in commento, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la legge «nella parte in cui non prevede il diritto a un indennizzo in favore di chiunque abbia subito una permanente menomazione dell’integrità psico-fisica a seguito della vaccinazione contro il virus influenzale, purché sia provato il nesso di causalità tra l’una e l’altra».

In sostanza la Corte Costituzionale ha ritenuto che anche la vaccinazione antinfluenzale ha l’obiettivo di assicurare la tutela della salute collettiva, attraverso il raggiungimento della massima copertura vaccinale della popolazione. Pertanto, anche in questo caso esigenze di solidarietà sociale e di tutela della salute del singolo richiedono che sia la collettività ad accollarsi l’onere dell’eventuale pregiudizio individuale, mentre sarebbe ingiusto consentire che siano i singoli danneggiati a sopportare il costo del beneficio collettivo. Ne consegue, secondo la Corte Costituzionale che «la collettività deve dunque sostenere i costi del pregiudizio individuale, anche nel caso in cui la menomazione permanente sia derivata dalla vaccinazione antinfluenzale. Sarebbe del resto irragionevole riservare a coloro che hanno aderito alle ricordate raccomandazioni delle autorità sanitarie pubbliche un trattamento deteriore rispetto a quello riconosciuto a quanti abbiano ubbidito ad un precetto».


note

[1] Corte Cost., sent. n. 268/2017.

[2] art. 1, comma 1, l. n. 210/1992.


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