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Bitcoin: cosa sono e come funzionano

20 Dicembre 2017 | Autore:
Bitcoin: cosa sono e come funzionano

A che servono i bitcoin, che fine faranno, sono sicuri, cos’hanno di così speciale, perché tutti parlano di bitcoin? Scopriamolo insieme

Tutti noi abbiamo sentito parlare di Bitcoin. Si tratta, infatti, della moneta virtuale più popolare, della criptovaluta che è sulla bocca di tutti per le straordinarie performance di quotazione. Nonostante ciò, per molti i bitcoin restano un mistero e le idee, al riguardo, sono poche e confuse. Cerchiamo, dunque, di fare chiarezza. Vediamo cosa sono i bitcoin. Cerchiamo di comprendere perché tutti ne parlano. Scopo di questo articolo è cercare di rispondere, in maniera semplice, alle domande che un po’ tutti si pongono, vale a dire: come funzionano i bitcoin; cos’hanno i bitcoin di così particolare; a cosa servono i bitcoin; cos’è la cosiddetta blockchain e perché è importante; chi sono i minatori; che fine faranno i bitcoin; i bitcoin sono sicuri? Cerchiamo, dunque, di chiarirci meglio le idee. Per maggiori approfondimenti, leggi anche: Bitcoin: cosa sapere per non rischiare.

Bitcoin: cosa sono

Il Bitcoin è una criptovaluta. Stiamo parlando, dunque, innanzitutto di una valuta. Trattandosi di una valuta, i bitcoin – come tutte le tradizionali monete a cui siamo abituati  – sono uno strumento di scambio per acquistare e vendere beni. Non si tratta, però, di una moneta “fisica”, ma di una moneta virtuale, che presenta – di conseguenza –  tutti i vantaggi di uno strumento che permette lo scambio non fisico, ma appunto digitale.

Si tratta, in sostanza, di una moneta intangibile e non reale e che non deve essere consegnata fisicamente con la quale, però, si possono comprare oggetti reali.

Bitcoin: sono sicuri?

Abbiamo detto che il Bitcoin è una criptovaluta. Si tratta, quindi, di una moneta garantita dalla sicurezza della crittografia (letteralmente: “scrittura nascosta”) con una doppia chiave: una pubblica e una privata (in possesso del detentore di bitcoin) che garantisce la sicurezza dei bitcoin e l’impossibilità di duplicarli. Della sicurezza dell’intero sistema parleremo – sempre in questo articolo –  più avanti.

Bitcoin: cos’hanno di particolare?

Il Bitcoin ha una particolarità unica, in quanto si tratta di una moneta che, a differenza di tutte le altre monete, non ha un’autorità di emissione, né una banca centrale che ne garantisca il valore. Il tutto è regolato da un algoritmo. Non a caso si dice che il bitcoin è l’unica moneta la cui banca centrale è rappresentata da un algoritmo.

Bitcoin: chi li ha inventati?

L’algoritmo che regola i bitcoin è stato concepito nel 2008 da un personaggio tutt’ora sconosciuto e del quale non si sa praticamente nulla. L’inventore dei bitcoin è anonimo, ma è noto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto.

Bitcoin: quando finiranno?

Esiste un tetto massimo alla “coniabilità” dei bitcoin. Si sa già che se ne potranno emettere al massimo 21 milioni, cifra che secondo diversi calcoli sarà raggiunta nel 2140. Al riguardo, si consideri che l’80% dei bitcoin saranno emessi entro il 2018; entro, dunque, i primi 10 anni dalla data della loro nascita.

Bitcoin: a cosa servono?

Come anticipato, il bitcoin è una valuta e rappresenta, quindi, innanzitutto uno strumento di scambio per acquistare bene o servizi. In realtà, però, la funzione principale o, perlomeno, quella per la quale i bitcoin hanno avuto più successo non è la funzione di scambio, bensì quella di investimento. In termini finanziari, si parla al riguardo di asset class. In sostanza i bitcoin hanno avuto molto successo come strumento di riserva di valore (ecco perché si parla di oro digitale) e ciò grazie anche alle strabilianti performance di quotazione che ha registrato. Si pensi che un anno fa il bitcoin valeva 700 dollari, oggi ne vale 17mila: il suo valore, dunque, si è moltiplicato di oltre 20 volte in meno di un anno. Ovvio, quindi, l’attuale corsa ai bitcoin per chi spera, un domani, di rivenderli a valori molto più elevati ed ecco spiegata la sua principale funzione che, come detto, è quella di investimento.

Bitcoin: è una bolla?

Molti economisti la considerano come la valuta del futuro, altri invece la considerano soltanto “una mania” che ben presto svanirà. Chiaramente il “rischio bolla” esiste. Il rischio di svalutazione e di crollo dei prezzi, dunque, è dietro l’angolo. Ciò a maggior ragione in quanto i bitcoin non hanno un valore intrinseco e a differenza di azioni, obbligazioni o materie prime non hanno né un tasso di interesse, né un valore d’uso. Il loro unico valore è quello di tutta la tecnologia che c’è dietro, vale a dire la cosiddetta blockchain.

Cos’è la blockchain?

La blockchain è una sorta di database, si tratta di un registro condiviso, che viene sorretto da tutti i partecipanti alla rete e che garantisce il sistema senza bisogno di un’autorità centrale. Ciò in quanto la blockchian registra tutte le transazioni effettuate.

Blockchain: come funziona?

In ogni “blocco” della blockchain vengono “agganciati” tutti possessori di quel blocco. La “catena dei blocchi”, dunque, garantisce che ognuno all’interno del sistema sappia la storia di tutti i bitcoin e di tutti i passaggi che sono stati effettuati. Un po’ come se ogni euro che noi abbiamo in tasca avesse etichettata sopra la storia di tutti i suoi precedenti possessori. Salvo quanto diremo più avanti circa l’anonimato dei bitcoin, da questo punto di vista, il sistema si manifesta assolutamente trasparente, in quanto garantisce che tutti sappiano tutto all’interno della catena.

Blockchain: perché è importante? Chi sono i minatori?

La blockchain è importante perché è la logica alla base dei bitcoin e permette il funzionamento di tutto il sistema senza che sia necessario il controllo di un’autorità centrale. Tale sistema è caratterizzato dalla presenza dei minatori (in inglese: miners) che si occupano di certificare tutte le transazioni e, quindi, di garantire che i possessori di bitcoin siano effettivamente coloro che procedono agli scambi ed alle transazioni.

Bitcoin: il sistema è sicuro?

Il sistema dei bitcoin, teoricamente, è un sistema sicuro, in quanto – come detto – garantito dalla crittografia, che al momento rappresenta la tecnologia più sicura per garantire scambi di messaggi o, appunto, transazioni di denaro. Come più volte sottolineato, però, a garanzia del sistema non vi è alcuna autorità centrale di controllo, né alcuna regola. La creazione e lo scambio di questa moneta avviene secondo il cosiddetto protocollo peer-to-peer. Chiunque, dunque, può coniare Bitcoin. Tutto ciò ha favorito l’anonimato, anche se sarebbe più corretto dire pseudonimato. Ciò in quanto è vero che ci si deve necessariamente registrare; tuttavia, niente e nessuno garantisce che l’identità reale corrisponda effettivamente all’identità registrata, identificata solo da un codice alfanumerico di 34 cifre. Ciò posto, ci si può tranquillamente nascondere dietro pseudonimi. In sintesi, dunque, in caso di trasferimento di Bitcoin, non c’è modo di poter individuare l’identità reale delle persone coinvolte nelle operazioni, identificate solo da un codice alfanumerico. Secondo alcuni è questo il maggior difetto del Bitcoin, considerata una moneta non facilmente regolarizzabile, che non offre alcuna chiarezza nella tracciabilità, potendo pertanto divenire facile strumento di riciclaggio di denaro, scambi di armi o droga e altri gravi reati da parte, ad esempio, dei cosiddetti ladri digitali.


note

Autore immagine: Pixabay.com


1 Commento

  1. Buongiorno non spiegate come si convertono in denaro. Se devo comprare una casa con i bit coinvolti guadagnate devo trovare una casa produttrice che li accetti?

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