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Precari Ata: la stabilizzazione è part time

28 Dicembre 2017 | Autore:
Precari Ata: la stabilizzazione è part time

La stabilizzazione del personale Ata è una vittoria a metà. L’immissione in ruolo, infatti, sarà part time

È di qualche giorno fa la notizia della stabilizzazione per i numerosi precari della scuola. Stiamo parlando dei cosiddetti ex Lsu, che dagli anni novanta lavorano come assistenti tecnici e amministrativi (Ata) nelle scuole italiane.  Questi lavoratori, conosciuti anche come i “Co.co.co del Dm 66/2001”, aspettano la stabilizzazione da quasi 16 anni. Ora, l’insostenibile attesa sembra terminata con l’approvazione di un emendamento alla legge di bilancio 2018 presentato dall’onorevole Franco Ribaudo.

Precari Ata: una vittoria a metà

Tuttavia non è tutto oro quel che luccica. Il percorso di stabilizzazione del personale Ata co.co.co., infatti, potrebbe non essere quello sperato o in ogni caso quello richiesto anche in via giudiziaria dai molti lavoratori che hanno deciso di adire le vie legali per vedersi riconoscere da un tribunale ciò che legislativamente è sempre apparso irraggiungibile, ossia la piena stabilizzazione.

Infatti, nella legge di bilancio per l’anno 2018, attualmente in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, sono contenute delle specifiche disposizioni normative che introducono la possibilità di ottenere, in via definitiva, l’immissione in ruolo, in regime di part time, a decorrere dall’anno scolastico 2018/2019. L’immissione in ruolo, tuttavia, è subordinata all’espletamento di una procedura selettiva per titoli e colloqui, da avviare entro il 28 febbraio 2018. Nel frattempo, il personale Ata titolare di contratti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.) si vedrà prorogare il proprio contratto sino al 31 agosto 2018 al fine di assicurare il regolare svolgimento dell’anno scolastico in corso.

Precari Ata: la loro storia

Il percorso lavorativo dei collaboratori co.co.co. ha avuto inizio negli anni ’90, allorquando questi lavoratori furono avviati ai lavori socialmente utili (Lsu). Successivamente, la legge [1] ha disposto il passaggio allo Stato del personale dipendente degli Enti locali ed il Miur è subentrato nei contratti intercorrenti tra tali enti ed i lavoratori da essi utilizzati come Lsu nelle scuole con compiti di carattere tecnico e amministrativo. In seguito [2], il Miur ha trasformato i rapporti di lavoro del personale impegnato in progetti di lavoro socialmente utili (Lsu) in rapporti di Collaborazione Coordinata e Continuativa (co.co.co). Tale trasformazione avrebbe dovuto rappresentare un percorso di stabilizzazione occupazionale per i lavoratori della durata di 5 anni. Da allora, purtroppo, sono passati più di 16 anni e la promessa stabilizzazione al momento sembra concretizzarsi solo a metà, atteso che le assunzioni in ruolo del personale Ata, in seguito alla succitata procedura, avverranno a tempo parziale.

Quella che inizialmente è stata accolta come una grande vittoria da parte di moltissimi lavoratori co.co.co. si è presto rivelata una parziale sconfitta. In attesa di conoscere i dettagli del rapporto di lavoro che dovrà legare i collaboratori in via definitiva al Miur, la situazione attuale lascia l’amaro in bocca e continua a far ritenere che la via giudiziaria si appalesi come l’unico strumento utile al riconoscimento dei diritti dei lavoratori così come riconosciuti dal diritto dell’unione europea.


note

[1] Legge n. 124 del 1999.

[2] Con il Decreto Legislativo n. 81 del 2000.


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