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Società di capitali: sono possibili le compensazioni dei conferimenti fatti dal socio

19 Marzo 2013 | Autore:
Società di capitali: sono possibili le compensazioni dei conferimenti fatti dal socio

L’obbligo del socio di conferimento di denaro in esecuzione di un aumento di capitale di S.p.A. o S.r.l. può essere estinto mediante compensazione di un credito vantato dal socio sottoscrittore verso la società.

 

Secondo una recente massima del Notariato di Milano, nel caso di sottoscrizione di un aumento del capitale sociale, il conferimento può essere eseguito mediante compensazione tra il debito del socio e un suo credito verso la società.

Facciamo un esempio: un socio esegue un finanziamento alla società e pertanto diventa creditore nei confronti della società. In seguito, lo stesso socio sottoscrive un aumento a pagamento del capitale sociale della medesima società e diventa debitore nei confronti della medesima società.

Applicando la massima, il socio, invece di versare il denaro per sottoscrivere l’aumento di capitale, può compensare il debito da sottoscrizione con il credito derivante dal finanziamento effettuato.

In ogni caso, perché questo sia realizzabile, l’aumento del patrimonio netto (la differenza fra le poste dell’attivo e le poste del passivo nel bilancio) della società deve essere corrispondente all’intero valore delle azioni emesse e sottoscritte dal socio. E poiché, con la compensazione, il debito del finanziamento verso il socio viene estinto, l’incremento del patrimonio netto della società si può realizzare.

Se si tratta di compensare un credito certo, liquido ed esigibile (per esempio, quando il termine per la restituzione del finanziamento è scaduto e la società deve restituire al socio quanto versato) è sufficiente la volontà del socio creditore a procedere alla compensazione. Se, invece, il credito non è ancora esigibile (per esempio, quando il termine per la restituzione del finanziamento non è ancora scaduto) è necessario anche il consenso della società.


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