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Attività in crisi? Una guida pratica per evitare il fallimento

19 Marzo 2013 | Autore:
Attività in crisi? Una guida pratica per evitare il fallimento

Una guida pratica per aiutare gli imprenditori a pianificare le attività quando l’azienda è in crisi.

Il calo di fatturato, le difficoltà negli incassi e la stretta creditizia hanno messo in ginocchio aziende, imprenditori, professionisti. Quali sono le azioni da fare per sopravvivere ed evitare il fallimento? Ecco una guida pratica per affrontare i momenti di crisi legati al credito e alla finanza.

Definire le risorse finanziarie personali disponibili da investire nell’attività

La prima cosa da fare è quantificare l’entità del proprio patrimonio e, dopo, decidere se e quante risorse si possono investire per il rilancio della propria attività.

Bisogna fare un’analisi puntuale e obiettiva dell’entità del proprio patrimonio (conti correnti, immobili, investimenti vari), valutandolo secondo i prezzi di mercato attuali e non secondo le stime poste a bilancio.


Verificare le garanzie prestate

È necessario individuare quali e quante garanzie sono state prestate dall’imprenditore, dall’azienda stessa, da terzi garanti o da altri soci ai creditori (banche, fornitori, ecc.), nonché le posizioni finanziarie di eventuali soci.

Questa verifica è necessaria per stimare quanto, del proprio patrimonio, è ancora disponibile e quanto i creditori sono propensi alla conservazione dell’azienda per recuperare i propri crediti.

 

Garantire la continuità aziendale

Si deve pianificare scrupolosamente la gestione finanziaria dell’impresa per garantire la continuità aziendale e renderla compatibile con la situazione creditizia e di mercato attuale.

Ciò significa che la liquidità che proviene dalla gestione corrente (cassa, sconti fatture, linee di credito, ecc.) deve essere sufficiente per rimborsare i debiti e far fronte agli impegni in scadenza e prevenire il rischio di insolvenza.

Gli interventi urgenti da fare sono: ridurre i costi e il magazzino ove possibile, selezionare i debiti scaduti da pagare, evitare scoperti prolungati con la stessa banca, fare una gestione continuativa del cash flow aziendale (la differenza tra tutte le entrate e le uscite di cassa).


Fare un piano industriale attendibile e sostenibile

Si deve costruire un piano industriale (il cosiddetto business plan) o almeno un bilancio previsionale (budget) o un conto economico che evidenzi i costi, i ricavi e il reddito di esercizio con lo scopo di determinare gli obiettivi aziendali e quantificare i fabbisogni finanziari, identificare i valori sensibili da tenere sotto controllo, verificare la gestione in base alle politiche di vendita e di mercato, controllare i prodotti e le attività aziendali.

Il piano industriale deve essere attendibile ovvero gli obiettivi fissati devono essere concretizzabili, e sostenibili sia sotto sotto il profilo della gestione degli obiettivi sia dal punto di vista finanziario.

Spesso sono proprio le banche a pretendere la redazione di un piano industriale, soprattutto nei casi di ristrutturazione del debito, per impostare un monitoraggio di determinati parametri economico–patrimoniali. In caso di poca affidabilità del piano o del budget, la banca o il creditore può imporre nuove condizioni più impegnative o chiedere il rientro delle esposizioni.


Definire le richieste da sottoporre alle banche e negoziare piani di rientro con i creditori

Una volta che l’imprenditore ha definito gli obiettivi e pianificato attentamente costi e ricavi, ha compreso quali sono le richieste da presentare ai debitori (piani di rientro, rinegoziazione di finanziamenti o richiesta di nuovi) e le condizioni commerciali da negoziare con i fornitori e con i dipendenti (piani di rientro dei debiti scaduti, nuove condizioni commerciali, nuove forme di collaborazione).

Fase di ristrutturazione immediata

L’altro passo importante è attuare, in pochi mesi, la fase di ristrutturazione dell’azienda e del debito. L’errore più ricorrente è attendere che succeda il miracolo, cosa che non capita mai. Pertanto, una volta comprese le mosse da fare, bisogna agire immediatamente.

Monitorare costantemente costi e flussi di cassa

Piani di rientro, richiesta di nuovi finanziamenti, negoziazione di nuove condizioni contrattuali possono essere soddisfatti solo se vengono rispettate le pianificazioni già avviate e la continuità aziendale. L’imprenditore deve tenere sotto controllo i dati sensibili (costi e flussi di cassa) per intervenire prima che questi possano mettere a repentaglio gli sforzi fatti.


1 Commento

  1. Volevo sottolineare che, nel corso degli anni, si sono avvicendati (come da voi evidenziato in quest’articolo) numerosi interventi del Legislatore per arginare il fenomeno del fallimento ed “aiutare” l’imprenditore in crisi. Ebbene, un recente strumento che potrebbe aiutare l’impresa ad evitare il fallimento è il DURC (il Documento Unico di Regolarità Contributiva). […]

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