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Risanamento finanziario: i Comuni devono rispettare i contratti d’appalto

22 Marzo 2013
Risanamento finanziario: i Comuni devono rispettare i contratti d’appalto

Il Comune deve rispettare gli obblighi presi con la sottoscrizione di un contratto di appalto anche se deve risanare le proprie finanze, in caso contrario l’ente è condannato a pagare un indennizzo all’appaltatore

 

La necessità di risanare il proprio bilancio, anche se imposto per legge, non è un valido motivo che può consentire al Comune di essere inadempiente rispetto agli obblighi presi con la sottoscrizione di un contratto di appalto. Se il Comune si trova nell’impossibilità di adempiere per ragioni finanziarie, recede dal contratto di appalto e l’appaltatore può richiedere un indennizzo [1].

Il codice civile [2] consente difatti al comittente di poter recedere in qualsiasi momento dal contratto di appalto avente ad oggetto l’esecuzione di prestazioni continuative o periodiche di servizi, anche quando l’appaltatore ha ormai già iniziato a eseguire l’opera.

In detto contesto, il committente può recedere dal contratto di appalto anche in mancanza di una giusta causa.

Il committente può difatti esercitare il diritto di recesso, al fine di evitare di rimanere legato al contratto di appalto, quando è venuto meno l’interesse a ricevere i servizi.

Tale situazione si può verificare anche quando il committente ritenga il prezzo dell’appalto troppo caro rispetto alle proprie disponibilità economiche e previsioni di spesa.

Il commitente che ha esercitato il recesso deve però risarcire l’appaltatore non solo per le spese sostenute e per le opere già eseguite (danno emergente), ma anche per il mancato guadagno (lucro cessante).

Il risarcimento del danno che il committente deve riconoscere all’appaltatore a titolo di indennizzo per il mancato guadagno può, in detto contesto, avvenire anche in via equitativa e va determinato, caso per caso.


Qualora il Comune si trovi nell’impossibilità sopravvenuta di adempiere ai propri obblighi contrattuali per ragioni finanziarie e di bilancio, l’ente recede di fatto dal contratto di appalto, ma l’appaltatore può chiedere nei suoi confronti il risarcimento del danno che può essere determinato secondo equità dal giudice.

note

[1] C. Cass. n. 6873 del 20 marzo 2013
[2] Art. 1671 cod. civ.


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