Business | Articoli

Intermediazione dei diritti connessi: ecco le regole per il mercato libero

25 Marzo 2013 | Autore:
Intermediazione dei diritti connessi: ecco le regole per il mercato libero

Caduto il monopolio dell’IMAIE, ecco le caratteristiche richieste alle nascenti attività rivolte all’intermediazione nella riscossione dei diritti di interpreti ed esecutori: nuove prospettive per le aziende italiane.

Con l’abolizione dell’esclusiva riconosciuta in passato al Nuovo IMAIE e la definitiva liberalizzazione dei diritti connessi, si aprono nuovi scenari nell’ambito della intermediazione dei diritti degli interpreti ed esecutori. Potranno infatti sorgere nuove aziende, nel rispetto dei requisiti minimi richiesti dalla legge [1], a prescindere dalla forma giuridica o dalla struttura organizzativa adottata.

Tali requisiti minimi necessari per le imprese che intendono svolgere o svolgono l’attività di amministrazione e di intermediazione di tali diritti connessi, indipendentemente dalla specifica forma giuridica o struttura organizzativa adottata, sono i seguenti:

a) costituzione in una forma giuridica prevista dall’ordinamento italiano o di altro Stato membro dell’Unione europea e che consenta l’effettiva partecipazione e controllo da parte dei titolari dei diritti;

b) ubicazione nel territorio dello Stato italiano della sede legale o di una sua dipendenza o di una stabile organizzazione;

c) dotazione e mantenimento di un patrimonio netto minimo, comunque denominato, non inferiore a diecimila euro o, entro il limite di euro centoventimila, al cinque per cento del valore dei diritti amministrati nell’anno precedente;

d) sottoscrizione, a tutela dei titolari dei diritti, a decorrere dall’esercizio successivo a quello di inizio dell’attività, di apposita fideiussione bancaria per un importo equivalente al trenta per cento del valore dei diritti amministrati nell’anno precedente;

e) organizzazione della gestione dei diritti connessi attraverso adeguate figure professionali, mezzi tecnici e sistemi informatici;

f) disponibilità di una banca dati informatica, regolarmente aggiornata, delle opere e dei titolari dei diritti connessi amministrati e dei loro aventi causa accessibile ai titolari dei diritti e agli utilizzatori delle opere, anche al fine di agevolare la distribuzione dei compensi;

g) adozione di un modello di organizzazione, gestione e controllo conforme al D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231 e successive modificazioni;

h) previsione espressa nello statuto, indipendentemente dalla forma giuridica adottata, dei seguenti elementi:

1) l’attività di amministrazione e intermediazione dei diritti connessi al diritto d’autore quale oggetto sociale esclusivo o, comunque, prevalente;

2) la tenuta dei libri obbligatori e delle altre scritture contabili previste dal codice civile;

3) la tenuta dei libri sociali obbligatori;

4) la redazione del bilancio;

5) la presenza di un collegio sindacale;

6) il regolamento interno di ripartizione dei diritti;

7) il regolamento interno inerente le modalità di iscrizione e/o di conferimento del mandato;

8) l’attribuzione degli incarichi di amministrazione e direzione a soggetti dotati di comprovata esperienza e capacità professionale per i quali non sussistano situazioni di conflitto d’interessi e sussista, altresì, l’assenza di cause di ineleggibilità previste dall’art. 2382 c.c. nonché assenza di condanne definitive per delitti contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica, il patrimonio, l’ordine pubblico e l’economia pubblica, per delitti non colposi per i quali la legge commina la pena della reclusione non inferiore nel massimo a tre anni, per delitti o contravvenzioni previsti da leggi dirette alla prevenzione degli infortuni sul lavoro o, in ogni caso, previsti da leggi in materia di lavoro o di previdenza sociale, per delitti previsti nel libro V – titolo XI del codice civile e nel R.D. 16 marzo 1942, n. 267 e successive modificazioni, per reati previsti dalle norme che disciplinano l’attività bancaria, finanziaria e assicurativa e dalle norme in materia di mercati e strumenti finanziari, in materia tributaria e di strumenti di pagamento, nonché l’assenza di sottoposizione alle misure di prevenzione disposte ai sensi dal D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 e successive modificazioni;

9) la gestione separata, attraverso apposite contabilità analitiche, delle somme raccolte e dovute ai titolari dei diritti, nonché degli eventuali piani di investimento effettuati con tali somme. Le risultanze delle contabilità analitiche devono essere evidenziate nella nota integrativa del bilancio d’esercizio.

Le imprese inoltre devono:

a) adottare criteri di trasparenza, pubblicità, equità, imparzialità, parità di trattamento e non discriminazione nei confronti dei titolari dei diritti, con particolare riferimento all’accettazione e alla risoluzione del mandato o del rapporto associativo, alle tipologie dei rapporti di gestione istaurabili, alla risoluzione delle controversie, alla determinazione e ripartizione dei diritti, nonché alle condizioni, ai costi e alle provigioni poste a carico dei titolari dei diritti;

b) adottare criteri di trasparenza, pubblicità, equità, imparzialità, parità di trattamento e non discriminazione nei confronti degli utilizzatori e delle altre società di gestione, con particolare riferimento ai repertori, alle tariffe e alle condizioni contrattuali relative agli accordi sottoscritti;

c) a comunicare periodicamente, e comunque entro l’esercizio successivo a quello della maturazione dei diritti, ai titolari dei diritti l’ammontare dei compensi maturati e le relative modalità di determinazione;

d) consentire ai titolari dei diritti la verifica dei compensi maturati attraverso idonee procedure informatiche;

e) adottare criteri prudenziali nella politica di investimento inerente, nelle more della loro ripartizione, le somme raccolte e dovute ai titolari dei diritti;

f) procedere, in assenza di obiettive ragioni ostative, alla ripartizione e al pagamento delle somme dovute ai titolari dei diritti non oltre i 12 mesi successivi la scadenza dell’anno finanziario in cui è avvenuta la riscossione;

g) adottare idonee procedure per la rapida individuazione dei titolari dei diritti;

h) affidare la revisione legale dei conti a una società di revisione legale iscritta nell’apposito registro;

i) non imporre ai titolari dei diritti alcuna obbligazione che non sia oggettivamente necessaria per la protezione dei loro diritti e dei loro interessi;

l) consentire la comunicazione con i titolari dei diritti e con gli utilizzatori attraverso mezzi elettronici.

Oneri di comunicazione

Le imprese che intendono svolgere o svolgono l’attività di amministrazione e intermediazione dei diritti connessi sono inoltre tenute:

a) a segnalare l’inizio dell’attività secondo le modalità previste dall’art. 19, L. 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per l’informazione e l’editoria, al Ministero per i beni e le attività culturali e al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, trasmettendo altresì alle suddette amministrazioni pubbliche una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 e successive modificazioni, attestante il possesso dei requisiti minimi di cui agli artt. 1 e 2;

b) a pubblicare sul proprio sito internet il numero di aventi diritto che hanno conferito il mandato e il valore economico dei diritti amministrati;

c) a pubblicare sul proprio sito internet l’elenco degli accordi quadro sottoscritti con gli utilizzatori delle opere nonché l’elenco degli accordi di reciprocità sottoscritti con imprese che esercitano in altri Paesi l’attività di amministrazione e intermediazione dei diritti connessi;

d) a pubblicare sul proprio sito internet lo statuto e l’elenco dei soggetti a cui sono attribuiti incarichi di amministrazione e direzione;

e) a fornire alle amministrazioni pubbliche tutte le informazioni da queste richieste.

Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria, di concerto con il Ministero per i beni e le attività culturali e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, provvede a dare comunicazione sul proprio sito delle imprese che risultano non essere più in possesso dei requisiti minimi previsti dal presente decreto.


note

[1] Normativa di riferimento: Art. 39, comma 3, D.L. 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla L. 24 marzo 2012, n. 27. D.P.C.M. 19 dicembre 2012.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube