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Editoriali Hashtag: la Francia caccia fuori il suo nazionalismo

Editoriali Pubblicato il 24 gennaio 2013

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> Editoriali Pubblicato il 24 gennaio 2013

Che i francesi siano nazionalisti e amino la propria lingua quanto la baguette sotto l’ascella è cosa nota: la personalizzazione del vocabolario transalpino si è sempre spinta anche laddove i termini hanno ormai assunto una connotazione sovranazionale e, per così dire, universale. Prendiamo, per esempio, la parola “computer”, che i francesi hanno sempre rifiutato, preferendo quella più locale “ordinateur”.

L’ultima viene da Twitter. Cos’è l’hashtag? Magari noi italiani ci abbiamo messo un po’ di tempo per comprendere che era il cosiddetto tasto “cancelletto”, da sempre associato alle segreterie telefoniche automatiche della Telecom. Invece i nipoti di Asterix non se lo sono fatti ripetere due volte e subito sono passati al ri-battesimo del neologismo anglofono. Tanto è andata avanti questa storia che la stessa Gazzetta Ufficiale della Repubblica Francese ha proclamato che, da oggi, l’hastag, uno degli strumenti più usati su Twitter, verrà chiamato solo in un modo “mot-diese”.

 

Charles Dickens una volta ironizzò: “Come si dice ‘acqua’ in francese, signore?” “L’eau,” rispose Nicholas. “Ah!” disse il signor Lilliwick, scuotendo mestamente la testa. “Me lo immaginavo. ‘Lo’! Non ho proprio nessuna stima di quella lingua, nessuna.” 


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