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Così cambiano le start up innovative dopo il decreto lavoro

8 Luglio 2013
Così cambiano le start up innovative dopo il decreto lavoro

Soci anche persone giuridiche, minore apporto alla spesa in ricerca e sviluppo, rivisitazione del requisito dell’impiego del personale altamente qualificato: ecco le modifiche rilevanti apportate dal DL lavoro alla disciplina delle start up innovative.

Novità per le startup innovative: il decreto lavoro, approvato qualche giorno fa dal Governo Letta, ha apportato rilevanti novità al regime premiale di tali imprese, disciplinate dal decreto crescita [2] e per le quali l’ordinamento prevede apposite agevolazioni a carattere fiscale, contributivo e contrattuale.

Le modifiche sono volte a rendere più accessibile il modello delle start up innovative e, quindi, più appetibili, anche a fini di una maggiore competitività delle nostre imprese.

Partecipazioni

La normativa originaria prevedeva l’obbligo che a partecipare al capitale di queste imprese fossero, per la maggioranza del capitale sociale e dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria, solo persone fisiche, almeno dal momento della costituzione e per i successivi 24 mesi.

Con l’intervento del decreto lavoro, invece, questo vincolo decade [3]. Così, oggi, la partecipazione alle start up può essere detenuta in maggioranza anche da persone giuridiche sin dall’inizio.

Condizioni per la costituzione

La disciplina originaria delle start up innovative, inoltre, imponeva che queste soddisfacessero almeno uno dei seguenti requisiti:

 

1 – spesa in ricerca e sviluppo in misura pari o superiore al 20% del maggiore importo tra il costo e il valore della produzione.

Con le modifiche apportate dal DL lavoro, la spesa in ricerca e sviluppo sostenuta dalla start up dovrà corrispondere almeno al 15% (non più al 20%) del maggiore importo tra il costo e il valore della produzione.

2 – impiego di personale altamente qualificato per almeno un terzo della propria forza lavoro. In pratica, la normativa originaria disponeva che perlomeno un terzo di dipendenti o collaboratori dovesse essere in possesso di un dottorato di ricerca o avesse in corso un dottorato o, se in possesso di laurea, che avesse svolto almeno tre anni di ricerca.

Tale requisito, al momento, può essere sostituito anche con l’impiego di dipendenti o collaboratori (in misura pari ad almeno due terzi del personale complessivo) che siano in possesso di laurea magistrale in base all’articolo 3 del decreto ministeriale 270/2004.

3 – essere titolare, depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa ad una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografica di prodotto a semiconduttori o a una varietà vegetale direttamente afferenti all’oggetto sociale e all’attività di impresa.

In merito a tale ultimo requisito, il DL lavoro ha espressamente incluso fra queste i diritti un software registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore.


note

[1] Art. 9, comma 16, DL 76/2013, c.d. decreto lavoro.

[2] Art. 25, DL 179/2012.

[3] Attraverso l’espressa abrogazione della lettera a) del comma 2 dell’articolo 25.


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