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Contratto a progetto: il co.co.pro. e la malattia, infortunio, maternità, paternità, sicurezza

16 Luglio 2013
Contratto a progetto: il co.co.pro. e la malattia, infortunio, maternità, paternità, sicurezza

Come si atteggia il lavoro a progetto in caso di sospensione per malattia e infortunio, maternità, sicurezza sul lavoro e invenzioni del lavoratore.

 

Dopo aver analizzato nei precedenti articoli il co.co.pro. (leggi gli articoli “Contratto a progetto: come si determina il corrispettivo” e “Il nuovo co.co.pro. (contratto a progetto) dopo la riforma Fornero 2012”), vedremo ora alcuni aspetti del rapporto di lavoro a progetto inerenti casi di sospensione per malattia, infortunio e gravidanza del collaboratore, senza erogazione del corrispettivo, nonché la disciplina sull’applicazione delle norme sulla sicurezza, gli obblighi di riservatezza e le invenzioni del lavoratore a progetto nello svolgimento del rapporto [1].

Malattia e infortunio

Fermo restando l’invio, ai fini della prova, di idonea certificazione scritta, la sospensione del rapporto non comporta una proroga della durata del contratto che si estingue alla scadenza [2]. Questa previsione però può essere derogata dalle parti con apposita clausola nel contratto.

Il committente può comunque recedere dal contratto se la sospensione si protrae per un periodo superiore ad un sesto della durata stabilita nel contratto stesso quando essa sia determinata, oppure superiore a trenta giorni se il contratto è di durata indeterminabile.

Maternità e paternità

Fermo restando l’invio, ai fini della prova, di idonea certificazione scritta, la durata del rapporto è prorogata per un periodo di 180 giorni, salva più favorevole disposizione del contratto individuale.

A decorrere dal 7 novembre 2007, il divieto di adibire ad attività lavorativa le donne due mesi prima del parto e tre mesi dopo [3] è esteso ai committenti che si avvalgono della collaborazione di lavoratrici a progetto e categorie assimilate, iscritte alla gestione separata dell’Inps.

Tali lavoratrici hanno diritto alla proroga della durata del rapporto di lavoro per 180 giorni, salve eventuali più favorevoli clausole del contratto individuale [4].

Sono assimilate alle lavoratrici a progetto le collaboratrici coordinate e continuative, mentre sono escluse le lavoratrici che svolgono prestazioni occasionali, inferiori a trenta giorni di durata nell’anno solare e con un compenso inferiore a 5.000 euro con lo stesso committente [5].

La proroga del contratto non opera nel caso in cui, durante l’interdizione anticipata, si verifichi l’interruzione della gravidanza entro il 180° giorno dall’inizio della gestazione [6].

I lavoratori padri iscritti alla medesima Gestione separata hanno diritto ad astenersi dall’attività lavorativa durante i periodi per i quali gli stessi beneficiano dell’indennità di paternità.

Sicurezza del lavoro

Ai rapporti di lavoro a progetto si applicano le disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro [7] ove la prestazione lavorativa si svolga nei luoghi di lavoro del committente; ai lavoratori che svolgono attività all’esterno troveranno applicazione le disposizioni previste per i lavoratori autonomi (utilizzo delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale [8]).

Attività inventiva

Il lavoratore a progetto ha diritto di essere riconosciuto autore delle invenzioni fatte nel corso dello svolgimento del rapporto e i suoi diritti sono regolati in conformità della legge sul diritto d’autore e dalle leggi speciali, che riconoscono al datore di lavoro la titolarità esclusiva del diritto all’utilizzazione economica del programma per elaboratore e della banca dati creati dal lavoratore nell’esecuzione delle sue mansioni [9].


note

[1] D. Lgs. n. 276/2003, artt. 64-66.

[2] Art. 66, D. Lgs. n. 276/2003.

[3] Art. 16, D. Lgs. n. 151/2001.

[4] Art. 4, D.M. 12.7.2007.

[5] Inps circ. n. 137/2007.

[6] ML risp. a interpello n. 58/2008.

[7] D. Lgs. n. 81/2008.

[8] In conformità a quanto previsto dal Titolo III del D. Lgs. n. 81.

[9] Art. 65, D. Lgs. n. 276/2003.


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