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Deducibilità delle perdite: sui crediti non riscossi i chiarimenti dell’Agenzia Entrate

10 Agosto 2013
Deducibilità delle perdite: sui crediti non riscossi i chiarimenti dell’Agenzia Entrate

Gli effetti della circolare numero 26 sulle perdite: piccoli crediti deducibili solo se scaduti da sei mesi; necessaria l’imputazione a conto economico.

È possibile dedurre la perdita sui crediti di modesto importo non riscossi, presenti in bilancio, quando il pagamento è scaduto da almeno sei mesi: è quanto precisato da una recentissima circolare dell’Agenzia delle Entrate [1]. La circolare tratta i delicati rapporti tra competenza fiscale e imputazione a conto economico delle perdite su crediti di modesto importo oppure derivanti da procedure concorsuali.

 

I crediti di modesto importo

Per quanto attiene le perdite su crediti di modesto importo, è possibile la deduzione solo a partire dall’esercizio in cui sono trascorsi sei mesi dalla scadenza di pagamento del credito stesso.

In relazione a tale momento, si possono verificare tre casi.

1) se il creditore ha rilevato una perdita su un credito di modesto importo – oppure lo abbia svalutato – nell’esercizio precedente a quello di scadenza dei sei mesi, e di conseguenza non abbia dedotto l’onere che ne derivava, effettuando una variazione in aumento del reddito: in tal caso, l’Agenzia delle Entrate ha detto che nell’esercizio successivo, in cui scadono i sei mesi, l’onere assume rilievo ai fini fiscali, ed è pertanto deducibile.

A tal fine, il rispetto del principio di previa imputazione a conto economico dell’onere si considera in ogni caso realizzato, essendo indifferente che esso fosse stato precedentemente rilevato a titolo di perdita o di svalutazione.

2) Il secondo e terzo caso hanno un uguale trattamento fiscale, e sono quelli in cui il creditore rileva una perdita su un credito di modesto importo, oppure lo svaluta, nell’esercizio di scadenza dei 6 mesi, oppure in un esercizio successivo. In queste ipotesi, il relativo onere assume immediata rilevanza fiscale e risulta subito deducibile.

In caso di svalutazione parziale dei crediti in argomento, nell’esercizio di scadenza dei sei mesi è deducibile il solo onere imputato a conto economico; la restante quota del credito originerà un onere deducibile nel periodo d’imposta successivo in cui confluisce a conto economico come ulteriore svalutazione o perdita.

 

Decorrenza

Le nuove norme sono applicabili a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 12 agosto 2012, e quindi dal periodo d’imposta 2012; per i soggetti con chiusura al 31 ottobre le novità si applicano dal bilancio chiuso al 31 ottobre 2012, mentre per chi chiude il bilancio al 30 giugno le novità decorrono dal bilancio chiuso al 30 giugno 2013.

Per quanto attiene in particolare i crediti di modesto importo scaduti da almeno sei mesi, in assenza di un regime transitorio, l’Agenzia chiarisce che sono deducibili anche le perdite su crediti il cui semestre di anzianità sia maturato prima del 2012 (soggetti solari) e la cui perdita sia imputata nell’esercizio 2012 o nei successivi.

 

Procedura concorsuale

Per quanto riguarda le perdite su crediti verso debitori assoggettati a procedure concorsuali (fallimento, concordato, ecc.), sono integrati i requisiti di deducibilità “dalla data” della sentenza o del provvedimento di ammissione alla procedura o del decreto di omologa dell’accordo di ristrutturazione, con la conseguenza che, a partire da questo momento, l’individuazione dell’anno in cui dedurre la perdita su crediti deve avvenire secondo le ordinarie regole di competenza.

Pertanto, la perdita risulta deducibile nell’esercizio in cui è imputata a conto economico, e nei limiti dell’onere rilevato, a condizione che ciò avvenga in conformità alla corretta applicazione dei principi contabili adottati.

Nel caso in cui il credito sia solo parzialmente imputato a perdita, è possibile dedurre l’ulteriore perdita che sia rilevata a conto economico in base a nuovi elementi idonei a dimostrare il verificarsi di una perdita maggiore di quella inizialmente rilevata e dedotta.

Sulla scorta di quanto chiarito per i crediti di modesto importo, si ritiene, anche se la circolare non lo specifica, che, ad esempio, nell’esercizio in cui è dichiarato il fallimento possa assumere rilievo fiscale una svalutazione o perdita su crediti imputata a conto economico in un esercizio precedente.

 

L’utilizzo del fondo fiscale

In tutti i casi, le perdite su crediti sono deducibili per la parte che eccede il fondo rischi su crediti dedotto. Qualora in un precedente esercizio sia stata rilevata una perdita o svalutazione, al verificarsi delle condizioni di legge essa è deducibile attraverso una variazione in diminuzione del reddito, per la parte che eccede il fondo rischi su crediti fiscale.

La soglia di deducibilità annuale dell’accantonamento al fondo rischi su crediti deve essere conteggiata sull’ammontare dei crediti al netto delle perdite rilevate nell’esercizio.


note

[1] Ag. Entrate, Circolare 26/E del 1° agosto 2013


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