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Rettifica Iva: l’avviso di accertamento è nullo senza la lista di clienti e fornitori

29 Novembre 2013
Rettifica Iva: l’avviso di accertamento è nullo senza la lista di clienti e fornitori

Necessario indicare la lista di clienti e fornitori su cui si basa la rettifica Iva: altrimenti viene violato il diritto di difesa del contribuente che dev’essere in grado di comprendere il procedimento di calcolo dell’imposta presuntivamente evasa.

 

È nullo l’avviso di accertamento privo della lista di clienti e fornitori su cui si basa la rettifica Iva. E ciò perché l’impresa dev’essere sempre messa in grado di esercitare il proprio diritto alla difesa.

A pretendere maggiori garanzie in favore dei contribuenti sospettati di non aver dichiarato il proprio volume d’affari è una recente sentenza della Commissione tributaria provinciale di Campobasso [1]. 138/13

La legge impone l’obbligo di motivazione di tutti gli atti tributari [2].

Si adempie a tale dovere indicando i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell’amministrazione di effettuare il controllo.

Ma l’avviso può essere motivato anche attraverso l’allegazione degli atti in esso richiamati (salvo che questi risultino già conosciuti dal contribuente).

In ultimo, la motivazione può avvenire mediante il riferimento ad elementi di fatto risultanti da altri atti o documenti che siano collegati all’atto notificato.

In pratica, l’indicazione della lista dei clienti e dei fornitori da un lato è necessario per garantire la motivazione del provvedimento adottato, dall’altro per consentire al contribuente di difendersi.


note

[1] CTP Campobasso, sent. n. 138/13.

[2] Nel regime introdotto dall’articolo 7 della legge 212/00.


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