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L’ispezione della Guardia di Finanza può durare anche oltre 30 giorni senza proroga

2 Dicembre 2013
L’ispezione della Guardia di Finanza può durare anche oltre 30 giorni senza proroga

Accertamento della GdF legittimo anche se l’ispezione si è protratta, senza proroga, oltre trenta giorni: la legge non stabilisce alcuna conseguenza sull’atto impositivo in caso di inadempimento da parte dell’amministrazione.

È legittimo l’accertamento fiscale basato su una ispezione della Guardia di finanza che si è protratta oltre i trenta giorni previsti per legge pur senza regolare proroga. Infatti le norme tributarie non collegano conseguenze sull’atto impositivo nel caso di inadempimento da parte dell’amministrazione.

A stabilirlo è stata la Cassazione in una recente sentenza [1].

Nel caso di verifiche tributarie – hanno scritto i giudici della Corte – il termine di permanenza degli operatori civili o militari dell’Amministrazione finanziaria presso la sede del contribuente è un termine “di massima” (gli avvocati lo chiamano “ordinatorio”), in quanto nessuna disposizione lo dichiara obbligatorio (ossia “perentorio”). Insomma, non c’è una norma che stabilisca la nullità degli atti compiuti dopo il decorso di tale termine.

Infatti, i termini di conclusione del procedimento amministrativo devono, salva espressa previsione contraria, essere considerati come ordinatori e non perentori.

Già non molto tempo fa [2], la Cassazione aveva stabilito la validità degli atti impositivi del fisco nonostante l’ispezione sia irregolare: ad ottobre scorso, infatti, una sentenza aveva affermato che  i dati rinvenuti dalle Fiamme gialle durante un’ispezione irregolare presso un fornitore possono comunque essere usati per l’accertamento a carico del contribuente.


note

[1] Cass. sent. n. 26732 del 29.11.2013.

[2] Cass. sent. n. 23690/13.

Autore foto: 123rf.com


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