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Reclusione e confisca se l’imprenditore omette di versare l’Iva

23 Febbraio 2014 | Autore:
Reclusione e confisca se l’imprenditore omette di versare l’Iva

In caso di condanna per omesso versamento Iva la legge prevede la confisca obbligatoria dei beni che costituiscono il profitto o prodotto del reato o il loro equivalente.

 

L’imprenditore che ha omesso di versare l’Iva subisce obbligatoriamente la confisca per equivalente anche se ha già patteggiato la pena.

È quanto affermato da una recente sentenza della Cassazione [1] che ha ritenuto confiscabili beni e somme di denaro dell’imprenditore condannato, per un valore corrispondente all’Iva non versata nel corso degli anni.

La confisca per equivalente [2] consiste nella privazione dei beni, somme di denaro o altra utilità dell’imputato per un valore equivalente al prezzo, prodotto o profitto del reato commesso.

Essa viene disposta a seguito di condanna penale quando non è possibile confiscare direttamente il prodotto del reato e ha ad oggetto altri beni (o denaro) che hanno un valore equivalente a quest’ultimo.

I beni confiscati per equivalente devono trovarsi nella disponibilità del reo e non devono appartenere ad altre persone estranee al reato. Tali beni sono individuati dal giudice nella sentenza di condanna.

La Suprema Corte ha chiarito che la confisca deve essere disposta obbligatoriamente per alcuni reati specificamente previsti dalla legge, tra cui quello di omesso versamento Iva [3].

L’imprenditore che commette tale reato, dunque, non solo sarà soggetto alla pena per esso prevista (da sei mesi a due anni di reclusione) ma anche alla confisca del profitto del reato o dei beni di valore equivalente.


note

[1] Cass. sent. n. 7533 del 18.02.2014.

[2] Art. 322-ter cod. pen.

[3] È quanto risulta dal combinato disposto degli articoli 1, comma 143, della legge 244 del 2007 e 10-ter della legge n. 74 del 2000.

Autore immagine: 123rf.com


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