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Infortunio sul campo: risponde l’imprenditore in caso di cattiva manutenzione degli equipaggiamenti

2 Marzo 2014 | Autore:
Infortunio sul campo: risponde l’imprenditore in caso di cattiva manutenzione degli equipaggiamenti

Il datore di lavoro deve prevedere i rischi di infortuni che possono derivare dall’utilizzo degli strumenti aziendali sia da parte dei lavoratori che di terzi.

 

L’imprenditore risponde dell’infortunio subìto dal lavoratore o da un utente non impiegato qualora la lesione sia derivata dalla cattiva manutenzione dei luoghi e dei beni aziendali. È quanto affermato da una recente sentenza con cui la Cassazione [1] ha condannato il proprietario di un club di golf per i danni subiti da una donna durante una lezione, a causa del cattivo stato delle reti e dell’equipaggiamento del campo.

Il datore di lavoro ha un obbligo di manutenzione degli equipaggiamenti, dei beni aziendali, dei macchinari e di ogni altro oggetto presente sul luogo di lavoro: ciò al fine di prevenire possibili infortuni e proteggere l’incolumità fisica non soltanto dei lavoratori ma anche di ogni altro utente che abbia accesso ai luoghi aziendali (per esempio nel caso di specie clienti del campo sportivo).

Le misure prevenzionistiche variano a seconda del tipo di attività svolta; il datore deve infatti prevedere tutti i possibili rischi di incidente ed evitarli. Nel caso del campo sportivo il titolare avrebbe dovuto considerare il rischio di un errore di lancio delle palline da parte dei giocatori e prevenire incidenti attraverso la predisposizione di reti nuove e di equipaggiamenti adeguati.

I giudici della Cassazione hanno precisato che, in tema di prevenzione nei luoghi di lavoro, le norme antinfortunistiche sono dettate non soltanto per la tutela dei lavoratori nell’esercizio della loro attività, ma anche per quella dei terzi che si trovino nell’ambiente di lavoro, indipendentemente dall’esistenza di un rapporto di dipendenza con il titolare dell’impresa.

Ne consegue che quando in tali luoghi vi siano macchine non munite del presidi antinfortunistici e si verifichino a danno del terzo i reati di lesioni o di omicidio colposo, il datore di lavoro è responsabile.

Affinché sussista tale responsabilità è necessaria l’esistenza del nesso causale tra la lesione subita dal lavoratore o terzo utente e l’inosservanza degli obblighi di sicurezza e prevenzione.


note

[1] Cass. sent. n. 4961 del 31.01.2014.

Autore immagine: 123rf.com


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