Business | Articoli

Aiuti alle imprese: le nuove agevolazioni Start up, premi e sconti fiscali a chi investe

23 Marzo 2014
Aiuti alle imprese: le nuove agevolazioni Start up, premi e sconti fiscali a chi investe

Detrazione pari al 19% della somma investita per le persone fisiche; per i soggetti Ires deduzione del 20%; divieto di cessione delle partecipazioni prima di due anni.

Chi deciderà di investire in start up innovative otterrà, da oggi, degli incentivi fiscali: è l’effetto della definitiva approvazione del decreto del ministero dell’Economia che attua la recente riforma del 2012 [1].

Le agevolazioni consistono in un risparmio di imposta Irpef e Ires in favore di chi effettua un “investimento agevolato”. Si considerano “investimento agevolato” i conferimenti in denaro iscritti alla voce del capitale sociale e della riserva da sovrapprezzo delle azioni o quote delle start up innovative o delle società di capitali che investono prevalentemente in start up innovative, nonché gli investimenti in quote degli organismi di investimento collettivo del risparmio (Oicr). Il beneficio è riconosciuto sia in sede di costituzione di una nuova impresa, sia in ipotesi di incremento del capitale sociale di una già esistente.

Gli investimenti indiretti sono validi solo se avvengono attraverso intermediari (società di capitali o Oicr) che detengano azioni o quote di start up innovative pari almeno al 70% del valore complessivo degli investimenti risultanti dal rendiconto di gestione (per gli Oicr), ovvero del valore complessivo delle immobilizzazioni finanziarie (per le altre società di capitali).

Per le persone fisiche la detrazione di imposta è pari al 19% della somma investita, per un importo massimo di 500.000 euro in ciascun periodo di imposta agevolabile.

I soggetti passivi Ires hanno, invece, diritto a una deduzione dal reddito imponibile pari al 20% delle somme conferite, per un importo massimo non superiore a 1,8 milioni di euro. Le percentuali sono elevabili, rispettivamente al 25% e al 27% in presenza di start up a vocazione sociale o che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico (i relativi codici Ateco sono elencati nel decreto).

Il soggetto che decide di investire in start up deve prestare particolare attenzione al settore di riferimento e allo status finanziario dell’impresa destinataria. Tra le cause di esclusione del beneficio, il decreto elenca, infatti, le aziende che operano nel settore delle costruzioni navali, dell’acciaio e del carbone, nonché le imprese in difficoltà ai sensi della normativa comunitaria vigente.

La cessione, anche parziale, a titolo oneroso, delle partecipazioni prima del tempo minimo richiesto dalla norma (due anni), determina la decadenza dai benefici, stabilendo che lo stesso effetto si produce nel caso di riduzione del capitale, di ripartizione di riserve o altri fondi costituiti con sovrapprezzi di emissione delle azioni o quote delle start up o delle società che investono in modo prevalente in esse.

I beneficiari delle agevolazioni devono dimostrare, con apposita documentazione, che gli investimenti effettuati riguardino società che possiedono e sono in grado di mantenere nel tempo la qualifica di start up innovativa. Sarà necessario conservare la copia del certificato di iscrizione della start up alla sezione speciale del registro delle imprese; la certificazione che attesti il rispetto del limite di investimento di 2.500.000 euro; una copia del piano di investimento della società innovativa (con informazioni dettagliate sull’oggetto dell’attività, sui relativi prodotti, sulle previsioni di vendite), nonché per le start up a vocazione sociale, l’autocertificazione rilasciata dalle stesse attestante l’oggetto dell’attività.


note

[1] Dl 179/2012.

Autore immagine: 123rf.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube