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Nuovi tribunali per le cause con società con sede all’estero

24 Marzo 2014
Nuovi tribunali per le cause con società con sede all’estero

Competenza funzionale, nascono i nuovi tribunali delle società estere: liti radunate in 11 sezioni specializzate di altrettanti tribunali italiani.

Le Camere hanno finalmente attuato la scelta del Governo (contenuta nel decreto legge “Destinazione Italia” [1]) di concentrare in pochi tribunali le cause in cui è parte una società estera. Si tratta di 11 tribunali.

Dal 22 febbraio scorso, dunque, le controversie in cui è parte una società con sede all’estero, anche se ha sedi secondarie con rappresentanza stabile nel territorio dello Stato, si dovranno dunque iniziare davanti alle sezioni specializzate in materia di impresa dei seguenti tribunali:

Bari,

Cagliari,

Catania,

Genova,

Milano,

Napoli,

Roma,

Torino,

Venezia,

Trento

Bolzano.

La nuova competenza per territorio entrerà in gioco tutte le volte in cui la controversia presenti almeno una delle parti che sia una società estera, a prescindere se essa sia attrice o convenuta.

Nulla dispone, invece, il decreto Destinazione Italia per il caso in cui la società estera entri in giudizio a seguito di una chiamata in garanzia (nel precedente Decreto del Fare, invece, si prevedeva lo spostamento di competenza “sulla semplice richiesta della società stessa”). Nel silenzio della legge appare arduo estendere la possibilità del trasferimento della sede giudiziaria anche per questa ipotesi, giacché le nuove norme rappresentano un’eccezione alle regole generali in materia di competenza e dunque non possono applicarsi in via analogica, ossia i casi espressamente previsti dalla legge medesima.

La stessa conclusione vale a maggior ragione per le situazioni in cui la società estera intervenga volontariamente in un giudizio già iniziato da altre parti: in questo caso non si procederà ad alcuno spostamento della competenza per territorio e il giudizio proseguirà davanti all’autorità giudiziaria inizialmente adìta.

La riforma mira a stimolare la capacità attrattiva di investimenti, “a supporto delle difficoltà che incontrano società con sede all’estero, anche con rappresentanza stabile in Italia, nel gestire la conflittualità giudiziaria inerente all’attività da loro svolta nel nostro Paese e i relativi costi». Da qui, in definitiva, la scelta di concentrare le controversie in questione in pochi tribunali «più agevolmente raggiungibili dall’estero”.


note

[1] Dl Destinazione Italia (145/2013, convertito nella legge 9/2014).

Autore immagine: 123rf.com


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