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Insolvenza dell’impresa e pericolo fallimento: le FAQ

16 Aprile 2014
Insolvenza dell’impresa e pericolo fallimento: le FAQ

Quali sono i segnali di uno stato di insolvenza, cosa deve valutare il giudice, come risolvere la crisi? Ecco le risposte ai principali quesiti dell’imprenditore.

 

 

Quali sono i segnali di uno stato di crisi e insolvenza dell’impresa?

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I segnali di una crisi finanziaria imminente o già in atto riguardano, ad esempio, l’utilizzo di riserve di bilancio, i pagamenti effettuati in ritardo o dopo numerosi solleciti, i ritardi nella corresponsione degli stipendi ai lavoratori, licenziamenti, o ancora il frequente cambio degli amministratori, nonché scoperti di conto corrente e rifiuto da parte delle banche di concedere ulteriori finanziamenti.

Cosa deve valutare il giudice di merito per accertare l’insolvenza?

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La capacità dell’impresa di far fronte agli impegni sia di natura commerciale che finanziaria assunti, ovvero, in caso di impresa già in liquidazione, la capacità della stessa di soddisfare i creditori sociali attraverso le poste attive del patrimonio.

In che modo l’impresa può cercare di risolvere il proprio stato di crisi?

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L’impresa può tentare un risanamento interno, attraverso una modifica della propria attività gestionale, e/o un risanamento esterno stragiudiziale, attraverso un accordo con i propri creditori che preveda un piano di risanamento, e/o un risanamento esterno giudiziale, ricorrendo all’istituto della ristrutturazione dei debiti o al concordato preventivo.

Cosa accade in caso di ricorso al credito e contestuale dissimulazione dello stato di insolvenza dell’impresa?

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Commettono reato di ricorso abusivo del credito gli amministratori, i direttori generali, i liquidatori e gli imprenditori commerciali che, fino alla dichiarazione di fallimento, abbiano fatto ricorso al credito attraverso una dissimulazione del dissesto finanziario o dello stato di insolvenza dell’impresa.

Quali rischi corrono le banche e gli intermediari finanziari che intendono finanziare un’impresa in crisi?

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La possibilità che la crisi conduca all’insolvenza e porti al fallimento dell’impresa comporta per le banche finanziatrici il rischio di credito, connesso alla possibilità che il finanziamento non venga restituito, il rischio penale di un eventuale coinvolgimento in reati di bancarotta, e il rischio di revocatoria fallimentare per i rimborsi e per le garanzie nel frattempo ottenuti.


note

Autore immagine: 123rf.com


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