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Mancato versamento ritenute: la grave crisi e il sequestro dei beni esclude il reato

6 Maggio 2014
Mancato versamento ritenute: la grave crisi e il sequestro dei beni esclude il reato

Assoluzione se manca la volontà di evadere le tasse e i contributi.

Non è punibile penalmente l’amministratore della società che non abbia versato all’Inps i contributi dei lavoratori qualora tale omissione sia stata determinata da una grave crisi di liquidità o da altri provvedimenti giudiziari, come, per esempio, un sequestro conservativo o un pignoramento dei conti o degli immobili.

È quanto deciso, di recente, dalla Cassazione [1]. Nel caso di specie è stato assolto il rappresentante legale di una società, per non aver versato, nel termine utile per la dichiarazione annuale di sostituto d’imposta, le ritenute risultanti dalla certificazione rilasciata al sostituto d’imposta per un ammontare superiore alla soglia di punibilità prevista dalla legge.

 

Secondo la Cassazione, non si può punire la società quando manca la volontà di commettere il reato: il che avviene nel caso in cui il mancato pagamento delle ritenute operate sugli stipendi dei dipendenti sia determinato da carenza di liquidità finanziaria.

È necessario, però, accertare che la società versi davvero in uno stato di grave crisi economica, aggravata magari dal sequestro o dal pignoramento dei suoi beni mobili, immobili, crediti, quote ed azioni e ciò anche se non vi sia un blocco totale della liquidità della società.

Insomma, il giudice, prima di pronunciare una eventuale condanna, deve effettuare una “valutazione approfondita” al fine di verificare, in concreto, le effettive possibilità del contribuente di assolvere ai suoi doveri fiscali. Se tali ragionevoli possibilità mancano, non può scaturire alcuna responsabilità, neanche se vengono superati i limiti previsti dalla legge per far scattare il procedimento penale.


note

[1] Cass. sent. n. 17024/14 del 17.04.2014.

Autore immagine: 123rf.com


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