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Pagamenti P.A.: al via la piattaforma per le fatture non pagate e scadute

29 Aprile 2014
Pagamenti P.A.: al via la piattaforma per le fatture non pagate e scadute

Al via il nuovo sistema della piattaforma dedicata per la certificazione dei crediti: il termine di pagamento della P.A. passa a 30 giorni.

I creditori delle pubbliche amministrazioni da oggi potranno ottenere più facilmente la cosiddetta certificazione dei crediti vantati nei confronti delle amministrazioni medesime, al fine poi di ottenere la liquidazione del dovuto.

Il decreto Renzi [1], infatti, ha definito una procedura più immediata e precisa con cui i crediti vengono certificati dalla piattaforma dedicata [1].

Se poi le fatture sono elettroniche le informazioni alla piattaforma arriveranno in automatico; invece, in tutti gli altri casi, dovrà essere onere del creditore fornitore (e obbligo della P.A.) aggiornare i dati in possesso della piattaforma.

Con la piattaforma elettronica ormai a regime, i creditori potranno comunicare i dati relativi alle fatture o richieste equivalenti emesse dal 1° luglio 2014;

Nello stesso tempo le Pubbliche amministrazioni saranno obbligate a comunicare le informazioni relative alla ricezione e alla rilevazione sui propri sistemi contabili delle fatture o richieste equivalenti emesse al 1° gennaio 2014 e a inviare entro il 15 di ciascun mese i dati relativi ai debiti non estinti, certi, liquidi ed esigibili per i quali, nel mese precedente, sia stato superato il termine di pagamento dal quale derivano gli interessi moratori [2].

È stato inoltre ridotto il termine di pagamento nei rapporti con la P.A. che ora, nella gran parte dei casi, è passato a trenta giorni dall’esecuzione della prestazione o dalla cessione di beni oppure a trenta giorni dal ricevimento della fattura o, in casi eccezionali, a sessanta giorni.

Resta fermo il precedente obbligo delle pubbliche amministrazioni di comunicare i debiti al 31 dicembre 2013 nei confronti di ciascun creditore, attraverso la piattaforma per la certificazione dei crediti: la deadline è domani 30 aprile.

A tal fine, il creditore dovrà innanzitutto:

1. accreditarsi sulla piattaforma;

2. presentare istanza di certificazione del credito o monitorare la comunicazione del debito da parte della Pa;

3. utilizzare la certificazione del credito.

Se il creditore è una società o un’impresa individuale può accreditarsi immediatamente tramite la piattaforma elettronica di certificazione attraverso il legale rappresentante. Se, invece, il creditore è una persona fisica (per esempio, un professionista) o un’associazione non riconosciuta (per esempio, una Onlus), per ottenere l’accreditamento sulla piattaforma dovrà passare attraverso la Pubblica amministrazione nei cui confronti è creditore, con la quale effettuare un riconoscimento e con le credenziali di accesso ricevute entrare sulla piattaforma.

Effettuata l’autenticazione all’interno della piattaforma, il creditore potrà inoltrare l’istanza di certificazione nei confronti della P.A. debitrice, e procedere a una ricognizione dei debiti della Pubblica amministrazione visualizzando le comunicazioni dei debiti in corso di predisposizione o rilasciate.

Per la presentazione dell’istanza il creditore troverà un modulo parzialmente precompilato con le sue informazioni inserite in fase di registrazione e che deve essere invece concluso indicando le informazioni relative alla Pubblica amministrazione debitrice da cui si chiede la certificazione, le fatture poste a fondamento del credito e la sottoscrizione delle dichiarazioni previste dalla normativa.

Il sistema permette di monitorare e verificare lo stato di avanzamento del processo di certificazione.


note

  

[1] DL n. 66/2014.

[2] Di cui al Dlgs 231/2002, come modificato dal Dlgs 192/2012.

Autore immagine: 123rf.com


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