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Concordato preventivo anche con dilazione dei creditori privilegiati

14 Maggio 2014
Concordato preventivo anche con dilazione dei creditori privilegiati

Possibile prevedere un piano con pagamento a lungo termine dei creditori muniti di privilegio: un pagamento eccessivamente dilazionato è come un pagamento parziale.

È legittimo – e non va rigettato dal tribunale – il piano di concordato preventivo, proposto dall’azienda, che prevede il soddisfacimento dei creditori privilegiati con dilazione anche molto protratta. A dirlo è una recente sentenza della Cassazione [1].

La Suprema Corte ha così voluto “bacchettare” quell’orientamento dei giudici fallimentari secondo cui il pagamento differito dei crediti privilegiati non sarebbe possibile, ma – a tutto voler concedere – potrebbe solo ammettersi un pagamento parziale di questi ultimi, tenuto conto anche del fatto che essi non votano in assemblea.

La Cassazione ritiene legittimo una proposta di concordato con dilazione dei creditori muniti di privilegio (da pagare, magari, con la liquidità generata da un piano di dismissioni da realizzare nel corso della procedura).

La ragione di questa novità interpretativa sta nella volontà di spingere il ricorso allo strumento del concordato preventivo, evitando ulteriori fallimenti ed eliminando la differenza di trattamento rispetto al concordato fallimentare.

Via libera dunque non solo al pagamento in percentuale anche dei creditori privilegiati ma anche al pagamento differito, con ripercussioni sulla partecipazione al voto dell’assemblea dei creditori.

La Cassazione motiva così la propria decisione: se la regola generale è quella del pagamento non dilazionato dei crediti privilegiati, allora il pagamento dei crediti medesimi con dilazione superiore a quella imposta dai tempi tecnici della procedura equivale a soddisfazione non integrale di essi. Insomma, tra pagamento non integrale e pagamento eccessivamente dilazionato non vi sarebbe alcuna differenza. E questo a causa della perdita economica provocata dal ritardo con il quale i creditori ottengono le somme a loro dovute.


note

[1] Cass. sent. n. 10112 del 9.05.2014.

Autore immagine: 123rf.com


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