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Calcolo dell’imposta evasa sui soli ricavi in assenza di contabilità

25 Maggio 2014 | Autore:


> Business Pubblicato il 25 Maggio 2014



L’importo dell’imposta evasa può essere calcolato anche solo sui ricavi aziendali: spetta all’imprenditore provare l’esistenza di relativi costi che fanno abbassare la base imponibile.

Commette reato l’imprenditore che, al fine di evadere le imposte sui redditi o l’IVA, non presenta le relative dichiarazioni fiscali. Il reato sussiste, tuttavia, solo se l’importo evaso, con riferimento alle singole imposte, è pari a trentamila euro [1].

Per verificare se l’imprenditore ha evaso il Fisco per un importo superiore a tale cifra – e se quindi egli sia o meno punibile-, il giudice accerta la base imponibile valutando i ricavi e i costi dell’azienda come risultanti dalle scritture contabili.

Ma come si fa ad accertare la base imponibile se l’imprenditore non ha tenuto la contabilità aziendale?

Secondo una recente sentenza della Cassazione [2], in questi casi, il giudice deve accertare il reddito imponibile sulla base degli elementi a disposizione (fatture, studi di settore ecc.).

Se dalle ricerche effettuate dalla Guardia di finanza emergano eventualmente solo elementi attivi, la base imponibile sarà costituita dai soli ricavi aziendali senza considerare i costi di cui non si ha alcuna prova.

In tal modo il calcolo dell’imposta evasa risulterà ben maggiore perché non verranno sottratti i costi aziendali e ciò con inevitabile svantaggio per il contribuente ai fini della valutazione della soglia di punibilità (pari, come sopra citato, a trentamila euro).

Spetta al contribuente stesso produrre in giudizio le prove dei costi aziendali, in modo che queste, passando sotto il vaglio del giudice, vengano considerate ai fini del calcolo della base imponibile e dell’imposta evasa.

In assenza di scritture contabili, sono quindi determinanti le prove portate in giudizio dall’imprenditore al fine di raggiungere un calcolo dell’imposta evasa il più vicino possibile a quello effettivo.

Solo così l’imprenditore può dimostrare di aver eventualmente evaso meno di trentamila euro con riferimento ad ogni singola imposta e di non essere quindi punibile per reato di omessa dichiarazione.

note

[1] Art. 5 D.lgs. n.74/2000.

[2] Cass. sent. n. 20676 del 21.05.2014.

Autore immagine: 123rf. com


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