Business | Articoli

Attività lavorativa del familiare nell’impresa: se occasionale no Inail

4 Giugno 2014
Attività lavorativa del familiare nell’impresa: se occasionale no Inail

Collaboratore familiare: l’attività occasionale è stata quantificata in dieci giornate in un anno.

 

Il ministero del Lavoro ha chiarito una importante questione con riferimento all’obbligo assicurativo Inail del collaboratore familiare [1]. In particolare è stato precisato che esso può essere escluso solo se la prestazione lavorativa riveste carattere accidentale od occasionale.

Per fornire un parametro agli ispettori il Ministero, d’intesa con l’Istituto, ha considerato accidentale una prestazione resa una o due volte nello stesso mese con un limite massimo di 10 giornate lavorative nell’arco dell’anno.

Il tema della collaborazione familiare presenta una particolare rilevanza se si considera che nel tessuto produttivo italiano, costituito in gran parte da Pmi, imprenditori individuali, esercizi commerciali e laboratori artigianali, l’attività lavorativa è spesso prestata da soggetti che appartengono alla cerchia familiare dell’imprenditore, con conseguente coesistenza di attività lavorativa e relazione familiare. Nel caso del collaboratore familiare, l’attività è prestata a titolo gratuito ed è normalmente ispirata da un’attitudine alla solidarietà e all’assistenza reciproca fra i coniugi e i componenti della famiglia.

Il Testo unico sull’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni [2] ha previsto la tutela di coniuge, figli, anche naturali o adottivi, altri parenti, affini, affiliati e affidati dei datore di lavoro che prestano, con o senza retribuzione, alle di lui dipendenze opera manuale e anche non manuale ove si tratti di sovrintendenti.

I rilievi costituzionali

Questo spiega perché in seguito la Corte Costituzionale [3] ha inserito tra le persone assicurate i familiari partecipanti all’impresa familiare che prestano opera manuale od opera a questa assimilata a prescindere da un effettivo rapporto di subordinazione. Rilievo a cui l’Inail ha poi posto rimedio stabilendo, con circolare, che i familiari che prestano attività lavorativa manuale o di sovraintendenza ad opera manuale altrui nell’ambito dell’impresa familiare vanno assicurati anche in assenza del requisito della subordinazione o di un vincolo societario tra essi e il datore di lavoro, sempreché sussistano i presupposti oggettivi e cioè l’adibizione non occasionale ad una attività rischiosa.

L’entità del premio

I familiari partecipanti all’impresa familiare secondo il disposto dell’articolo 230 bis del Codice civile – e cioè il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado – pagano il premio ordinario su una retribuzione convenzionale giornaliera per il 2014 pari a 53,51 euro (1337,71 euro su base mensile) da variare a norma dell’articolo 116 del Dpr 1124/65 solo per le giornate in cui sono fisicamente presenti nel posto di lavoro e non anche per quelle di “assenza retribuita”, quali ferie, festività, permessi, ecc..

Per il coniuge, i figli, anche naturali o adottivi, gli altri parenti, gli affini, gli affiliati e gli affidati del datore di lavoro che prestino con o senza retribuzione alle di lui dipendenze opera manuale o di sovrintendenza ad opera manuale altrui nell’ambito dell’impresa familiare – la retribuzione imponibile per il calcolo del premio assicurativo INAIL è, invece, quella convenzionale stabilita anche con decreto ministeriale a livello provinciale.

In assenza del decreto su base provinciale si assume come retribuzione imponibile quella effettiva e in mancanza di quest’ultima, in via residuale, la retribuzione di ragguaglio pari al minimale di legge previsto per la liquidazione delle rendite Inail, per il 2014 pari a 53,28 euro su base giornaliera (1331,93 euro su base mensile).

Ai fini del pagamento del premio dei familiari e soci [4] la retribuzione convenzionale giornaliera è moltiplicata per le effettive giornate di presenza al lavoro o, nel caso in cui il decreto fissi un periodo di occupazione media mensile, a prescindere dai giorni di effettiva presenza al lavoro.

Per questi soggetti non c’è obbligo di iscrizione sul Libro unico del lavoro, salvo nei casi in cui gli stessi instaurino un rapporto di lavoro dipendente, di collaborazione coordinata e continuativa o siano associati in partecipazione con apporto lavorativo, nel qual caso vanno iscritti sul documento obbligatorio.

A tale riguardo, si rammenta che qualora per detti soggetti non vi sia obbligo di registrazione nel Libro unico del lavoro e, quindi, nel caso in cui non siano oggetto di comunicazione preventiva di instaurazione del rapporto di lavoro ai centri per l’impiego, gli stessi debbono essere denunciati all’Inail [5] prima dell’inizio dell’attività lavorativa.


note

[1] Min. Lavoro lettera circolare 14184 del 5 agosto 2013.

[2] Dpr 1124/65.

[3] C. Cost. sent. n. 476/87.

[4] Previsti all’articolo 4, comma 1, punto 6, del Dpr 1124/65.

[5] Ai sensi dell’articolo 23 del Dpr 1124/65.

Autore immagine: 123rf com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube