Business | Articoli

Investimenti: risparmi fermi ai box a causa dell’instabilità; serve liquidità

15 Luglio 2014
Investimenti: risparmi fermi ai box a causa dell’instabilità; serve liquidità

La liquidità regna incontrastata pur essendo le famiglie italiane consapevoli dell’importanza di ottenere una rendita dai patrimoni.

La lunga crisi economico-finanziaria che ha travolto i mercati globali negli ultimi anni, ha accentuato (fino all’esasperazione) l’avversione al rischio dei risparmiatori in tutto il mondo. E l’Italia non fa eccezione. Anzi, le famiglie italiane sono le prime a detenere una quota considerevole del loro patrimonio in investimenti e liquidità a basso o nessun ritorno.

È questo, in estrema sintesi, l’esito del sondaggio Global Investor Pulse che BlackRock ha condotto a fine 2013 su 17.600 soggetti di età compresa fra 25 e 74 anni in 12 Paesi, di cui 2mila residenti in Italia. Eppure, come emerge dai grafici e dai commenti riportati nelle tre pagine precedenti, negli ultimi anni i mercati azionari sono tornati quasi tutti vicino ai massimi di tutti i tempi, con la gran parte degli investitori privati che non ha beneficiato dei rialzi delle Borse.

La ricerca evidenzia in particolare che gli investitori italiani sono eccessivamente focalizzati sulle esigenze di breve termine, un atteggiamento che può incidere sulla loro capacità di preservare e accrescere il patrimonio nel lungo periodo. Come confermano le interviste, in questa stessa pagina, di tre grandi operatori di mercato che hanno un contatto diretto con i risparmiatori.

Sullo sfondo di un contesto economico estremamente difficile, molti italiani hanno quindi accentuato la loro avversione al rischio: rispetto a una media europea del 53%, la percentuale degli intervistati in Italia che non è disposta a correre alcun rischio con il proprio denaro sale al 58%, secondo il sondaggio condotto da BlackRock per “prendere il polso” della fiducia e delle intenzioni di investimento delle famiglie. Inoltre sono solo una minoranza (21%) quelli che dichiarano di essere disposti ad assumere maggiori rischi per realizzare rendimenti più elevati.

In un mondo percepito pieno di incertezze gli investitori decidono di restare ai margini dei mercati finanziari, avendo scelto di cercare rifugio nella liquidità e nei conti di risparmio.

Circa la metà (41%) intende mantenere invariata la propria allocazione in liquidità nell’immediato futuro, mentre solo il 23% pensa di ridurla e il 25% intende incrementarla.

Alla domanda su cosa li incoraggerebbe ad uscire dalla liquidità, abbastanza prevedibilmente gli intervistati hanno indicato tra i principali desideri un rendimento garantito (50%); tuttavia, molti hanno citato altri fattori, quali costi di investimento inferiori (30%), più conoscenze di investimento (22%) e disponibilità di prodotti di facile comprensione (24%).

Le obbligazioni si confermano l’investimento preferito: il 52% degli investitori italiani ha in portafoglio titoli di Stato e il 34% detiene fondi obbligazionari. Tuttavia, al quesito sulla possibilità di ottenere gli stessi rendimenti dalle obbligazioni in futuro, il 40% ha fornito una risposta negativa, mentre il 26% ha risposto in modo affermativo. Emerge quindi l’esigenza di aiutare le persone a definire correttamente le proprie aspettative circa gli investimenti obbligazionari, illustrando la necessità di prendere in considerazione strategie più dinamiche e flessibili. A tal proposito gli italiani che si rivolgono a consulenti finanziari professionisti, pari a poco meno di un quarto degli investitori, si sentono molto più ottimisti, fiduciosi e sicuri di avere il controllo delle proprie finanze rispetto a quanti non si avvalgono della consulenza professionale. Inoltre, oltre il 90% di coloro che si rivolgono a un consulente finanziario è molto soddisfatto del servizio ricevuto, e l’89% ritiene che il costo sostenuto sia in qualche modo giustificato.

Come la maggior parte dei cittadini europei, anche gli italiani mettono in primo piano le esigenze di breve termine a scapito degli obiettivi di lungo periodo: il 44% degli intervistati dichiara di risparmiare principalmente per far fronte a eventuali emergenze/eventi inattesi. Inoltre, solo il 34% dichiara di risparmiare e investire prevalentemente in un’ottica di lungo termine. In modo particolare, e in contrasto con quanto dichiarato dalla maggior parte degli intervistati negli altri Paesi europei, gli italiani sostengono di passare più tempo a pianificare le decisioni di spesa immediate (53%) che non a definire un piano finanziario di lungo periodo (47%). Ed è sorprendente come la gente passi molto più tempo a valutare la possibilità di acquistare uno smartphone o un tablet di ultima generazione (28%) che non a pianificare la propria pensione (17%). Chiaramente, gli italiani hanno sposato l’approccio del “vivere alla giornata”, sulla scia della profonda crisi economica e sociale che si è abbattuta sul Paese a partire dal 2007.

Stabilire gli obiettivi finanziari è la prima regola per investire, anche in funzione della propria propensione al rischio. Da questi poi discendono l’orizzonte temporale e le aspettative di rendimento. Dall’analisi di questi fattori all’interno del mondo delle famiglie italiane, la fotografia che ne scaturisce dal sondaggio è quella di investitori sempre più influenzati e accomunati da un senso generalizzato di precarietà di breve periodo.


note

Autore immagine: 123rf com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube