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Cos’è la mediazione e chi è il mediatore

19 Agosto 2013
Cos’è la mediazione e chi è il mediatore

Con la mediazione, il mediatore acquista diritto alla provvigione solo se l’affare viene concluso grazie al suo intervento e sempre che sia iscritto nei registri o nei repertori tenuti dalla camera di commercio.

 

Il mediatore è colui che mette in relazione due o più parti per la conclusione di un affare, senza essere legato ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza.

Il mediatore non deve essere legato da rapporti di collaborazione, dipendenza, rappresentanza con alcuna delle parti. Il mediatore è una figura imparziale, un vero intermediario, ed è questa sua posizione che giustifica la pretesa al compenso verso entrambe le parti. Il mediatore ha diritto alla provvigione da ciascuna delle parti, se l’affare è concluso per effetto del suo intervento.

Non è necessario un accordo preventivo tra ciascuna parte ed il mediatore, né che l’intervento sia accettato dalle parti: l’obbligo di pagare la provvigione nasce quando il contatto tra le parti, che poi concludono l’affare, dipende in fatto dall’intervento del mediatore. Decisivo per il sorgere del diritto è quindi il nesso di causalità tra l’opera del mediatore e la conclusione del contratto, non il preventivo accordo delle parti con il mediatore.

L‘affare si ritiene concluso quando, tra le parti poste in relazione dal mediatore medesimo, si sia costituito un vincolo giuridico che abiliti ciascuna di esse ad agire per l’esecuzione specifica del negozio o per il risarcimento del danno.

Quanto all’ammontare della provvigione, di regola esso è fissato di comune accordo dalle parti in misura percentuale rispetto al valore dell’affare concluso ed è distribuito in proporzione tra le parti stesse. In mancanza di accordo tra le parti, si fa riferimento alle tariffe, agli usi, e infine alla valutazione equitativa del giudice.

Il mediatore può trovarsi ad affrontare determinate spese nel compimento della sua attività: a tal fine, il codice gli offre piena tutela, disponendo che il diritto al rimborso sussiste nei confronti della persona per incarico della quale sono state eseguite anche se l’affare non è stato concluso.

Se la nascita del diritto alla provvigione è condizionata alla conclusione dell’affare, allora tale diritto non sorge qualora il contratto concluso tra le parti sia nullo. Nel caso di contratto annullabile o rescindibile, invece, il diritto del mediatore non viene meno se egli non conosceva la causa di invalidità. Nel caso poi di contratto sottoposto a condizione, la legge impone di distinguere: qualora la condizione sia sospensiva, il diritto alla provvigione sorge nel momento in cui la condizione si verifica; se la condizione è invece risolutiva, il suo avveramento non fa comunque venir meno il diritto del mediatore alla provvigione. Se vi è stato l’intervento di più mediatori, a ciascuno di essi spetta una quota della provvigione.

 

 

Obblighi e responsabilità del mediatore

L’attività del mediatore soggiace ad alcune regole che individuano sue precise responsabilità . In particolare, il mediatore deve comunicare alle parti le circostanze a lui note, relative alla valutazione e alla sicurezza dell’affare, che possono influire sulla conclusione di esso; inoltre, egli risponde dell’autenticità della sottoscrizione delle scritture e dell’ultima girata dei titoli trasmessi per il suo tramite.

Il mediatore non è tenuto, in mancanza di un incarico specifico, a svolgere, nell’adempimento della sua prestazione, specifiche indagini di natura tecnico-giuridica (come l’accertamento della libertà dell’immobile oggetto del trasferimento, mediante le cosiddette visure catastali ed ipotecarie) al fine di individuare circostanze rilevanti ai fini della conclusione dell’affare a lui non note.

Egli tuttavia è obbligato ad un obbligo di corretta informazione secondo il criterio della media diligenza professionale. In base a ciò egli è tenuto a comunicare le circostanze a lui note o comunque conoscibili con la comune diligenza che si richiede al mediatore. Su di lui grava peraltro il divieto di fornire non solo informazioni non veritiere, ma anche informazioni su circostanze delle quali non abbia consapevolezza e che non abbia controllato, poiché il dovere di correttezza e quello di diligenza gli imporrebbero in tal caso di astenersi dal darle.

Pertanto, qualora il mediatore dia informazioni su circostanze di cui non abbia consapevolezza e che non abbia controllato, le quali si rivelino poi inesatte e non veritiere, ovvero ometta di comunicare circostanze da lui non conosciute ma conoscibili con l’ordinaria diligenza professionale, è responsabile per i danni cagionati al cliente.

Mediazione per persona da nominare

 

Una particolare figura, ricompresa sotto la denominazione di mediazione per contraente da nominare, è espressamente prevista dal codice: il mediatore che non manifesta ad un contraente l’identità dell’altro risponde dell’esecuzione del contratto e, quando lo ha eseguito, subentra nei diritti verso il contraente non nominato; se quest’ultimo viene identificato dal mediatore – o, comunque, si manifesta – dopo la conclusione del contratto, a ciascuno dei contraenti è dato di agire direttamente contro l’altro, ferma restando la responsabilità del mediatore.

È previsto espressamente che il mediatore possa rappresentare una delle parti negli atti di esecuzione del contratto e possa garantirne personalmente l’adempimento degli obblighi, quale fideiussore.

La mediazione operata da mediatore non iscritto nei registri o nei repertori tenuti dalla camera di commercio è punita con una sanzione amministrativa e non dà diritto a ricevere alcunché a titolo di provvigione.



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