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Donazioni alle Università ed aziende ospedaliere sempre deducibili

2 Marzo 2015 | Autore:
Donazioni alle Università ed aziende ospedaliere sempre deducibili

La normativa fiscale prevede la deducibilità totale o parziale delle somme che le imprese erogano a favore di specifici enti di ricerca, tra cui vi rientrano le Università e le aziende ospedaliere collegate alle stesse; ciò costituisce un incentivo per le aziende che vogliono finanziare la ricerca sanitaria delle Università, ricevendo le stesse, a fronte della liberalità, un rilevante risparmio d’imposta.

Le erogazioni liberali effettuate dalle imprese esercitate in forma individuale o collettiva (S.p.a., S.r.l., S.n.c., S.a.s. e S.a.p.a.) alle Università costituiscono per legge un onere deducibile, che pertanto può essere scaricato dalle imposte. La deducibilità fiscale, totale o parziale, è questione di notevole rilevanza in quanto determina un maggiore o minor costo dell’erogazione liberale stessa in termini di risparmio d’imposta. In base alla normativa attualmente vigente, il margine di deducibilità concesso dal legislatore è modulato in base alle caratteristiche dell’ente destinatario delle liberalità e delle attività da questo svolte. Nel caso delle Università e degli enti collegati, come gli ospedali nel campo della ricerca medica, il diritto alla deducibilità risulta ampiamente riconosciuto dall’ordinamento.

Deducibilità senza limiti di importo

Ai sensi di legge [1] sono integralmente deducibili dal reddito del soggetto erogante i fondi trasferiti per il finanziamento della ricerca, a titolo di contributo o liberalità, dalle società e dagli altri soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società (IRES) in favore delle università ed ivi compresi gli enti ospedalieri di derivazione universitaria. Questi sono i requisiti di legge affinché l’erogazione di un contributo finalizzato alla ricerca possa godere del regime di integrale deducibilità:

1) requisito oggettivo: i fondi devono essere trasferiti per lo specifico fine del “il finanziamento della ricerca”;

 

2) requisito soggettivo in capo all’erogante: l’unico requisito richiesto è che il soggetto erogante rivesta la qualifica di soggetto che paga l’imposta sulle società (IRES) e quindi una SRL o una SPA;

 

3) requisito soggettivo in capo al beneficiario: il soggetto che riceve la liberalità o il contributo deve necessariamente essere compreso fra i seguenti soggetti puntualmente elencati dalla norma; tra questi vi rientrano le università.

In alcuni chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate [2] viene indirettamente confermato che le aziende ospedaliere, qualora possano essere considerate quali enti ospedalieri di derivazione universitaria secondo i canoni giuridici, sono incluse nel novero dei soggetti beneficiari dei contributi e delle liberalità di cui sopra.

Per fruire della deducibilità le erogazioni per il finanziamento della ricerca devono essere effettuate avvalendosi di una banca, uffici postali o sistemi di pagamento quali carte di debito di credito e prepagate, assegni bancari e circolari.

Calcolo del risparmio d’imposta per la società

Nei casi sopra previsti (deducibilità senza limiti) il risparmio d’imposta, derivante dalla donazione, sarà pari al 27,5% dell’importo erogato (pari all’aliquota IRES attualmente vigente) per cui a fronte di un importo di € 10.000,00, la società avrà un risparmio d’imposta di € 2.750,00 con un’incidenza effettiva della donazione di € 6.250,00. In alcuni casi sarà possibile anche dedurre l’erogazione ai fini IRAP risparmiando un ulteriore 3,9% e quindi ulteriori € 390,00.

Deducibilità secondo particolari limiti

Per le imprese ed aziende non soggette ad IRES (ad esempio le ditte individuali o le Snc e le Sas) la deducibilità delle erogazioni a favore delle Università sono previste da altre norme ma con alcune limitazioni.

La legge [3] riconosce la deducibilità dell’importo versato, entro il 2% del reddito di impresa dichiarato, nel caso in cui l’ente destinatario sia una persona giuridica che persegue esclusivamente finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria, culto o finalità di ricerca scientifica.

Sempre lo stessa legge [4], in alternativa, riconosce la deducibilità integrale, entro il 2% del reddito di impresa dichiarato fino ad un massimo di € 70.000,00, nel caso in cui l’ente sia un istituto scolastico senza scopo di lucro e la donazione sia finalizzata all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica e all’ampliamento dell’offerta formativa.


note

[1] Art. 1, comma 353, legge 266/2005

[2] Ris. Agenzia delle Entrate n. 87/E del 19 agosto 2011

[3] Art. 100, comma 2, lettera a) del D.P.R. 917/1986

[4] Art. 100, comma 2, lettera o-bis) del D.P.R. 917/1986


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