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Aee e Raee: chi vende il nuovo elettrodomestico deve ritirare l’usato

29 Aprile 2015
Aee e Raee: chi vende il nuovo elettrodomestico deve ritirare l’usato

Un negozio che vende elettrodomestici, nel momento in cui vende, ad esempio, una cucina, è obbligato a ritirare quella vecchia per lo smaltimento?

La disciplina relativa ai Raee (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) si applica a tutti gli elettrodomestici, piccoli e grandi, presenti nelle abitazioni. Dal 18 giugno 2010, la legge [1] ha introdotto regole semplificate per cittadini e commercianti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Aee), a fronte del cosiddetto regime “uno contro uno“.

Si tratta dell’obbligo, per i commercianti di Aee (distributori), di ritirare gratuitamente i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) a essi conferiti dai consumatori che, presso di loro, comprano un’apparecchiatura nuova (Aee). Tali distributori devono porre il rifiuto in raccolta separata (raggruppamento) presso il punto vendita o in un luogo diverso, purché risultante dalla comunicazione all’Albo gestori ambientali effettuata dal medesimo distributore.

Ne consegue che il negozio di elettrodomestici, nel momento in cui vende un prodotto deve ritirare il vecchio che si trova nell’abitazione del cliente, purché il “vecchio” sia di tipo equivalente al “nuovo” e abbia svolto le stesse funzioni della nuova apparecchiatura, che dev’essere destinata a un nucleo domestico.

Il commerciante non può rifiutare il ritiro in modo indebito, né accettarlo previo pagamento: se lo fa è punito con una sanzione amministrativa pecuniaria da 150 a 400 euro, per ogni apparecchiatura non ritirata o ritirata a pagamento [2].

Il commerciante può rifiutare il ritiro gratuito solo se vi sia un rischio di contaminazione del personale incaricato del ritiro, o se sia evidente che l’apparecchiatura non contiene i suoi componenti essenziali (per esempio, frigorifero senza motore) o che contiene rifiuti diversi dai Raee (per esempio, forno riempito di calcinacci). Sono queste le uniche ipotesi di rifiuto legittimo del ritiro. In tal caso, lo smaltimento del Raee è a carico del cittadino detentore, che deve conferirlo a sua cura al centro di raccolta comunale.

All’atto della consegna del “vecchio”, il cittadino deve fornire al commerciante il proprio nome, cognome e indirizzo affinché costui lo annoti in un apposito “schedario di carico e scarico”.

Il decreto ministeriale [1] ha introdotto semplificazioni per la raccolta (raggruppamento) e il trasporto dei Raee ai centri di raccolta comunali o convenzionati. Infatti, i distributori (o i terzi da loro incaricati) devono portare i Raee, conferiti loro dai cittadini, ai centri di raccolta allestiti dal Comune o in quelli con questo convenzionati, usando un apposito documento di trasporto.

I distributori possono procedere alla raccolta separata e al trasporto solo previa iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali per entrambe le attività.


note

[1] Dm 8 marzo 2010, n. 65.

[2] Art. 38, comma 1, del Dlgs 49/2014.

Autore immagine: 123rf com


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2 Commenti

  1. Salve,
    La legge di cui sopra vale anche per i negozi online?
    Devo cambiare il freezer e un negozio online mi ha chiesto 85 euro per il ritiro del mio vecchio freezer!….
    Grazie

  2. Buongiorno,
    sto valutando il cambio del mio frigorifero ed ho notato che il sito e-commerce eprice utilizza una formula di ritiro dell’usato che prevede il ritiro diretto dell’elettrodomestico vetusto solo in caso di acquisto del servizio di consegna al piano ed installazione del nuovo elettrodomestico. Diversamente bisogna accollarsi l’onere del trasporto del vecchio elettrodomestico (facchinaggio + furgone) fino al centro convenzionato da loro indicato.
    Ho dunque verificato il servizio offerto dal mio comune per il ritiro dei rifiuti ingombranti: per gli elettrodomestici sostituiti da analoghi nuovi viene suggerito di lasciare il ritiro del vecchio elettrodomestico all’esercizio commerciale da cui si acquista quello nuovo.
    Letti il vostro articolo ed il suggerimento di AMIAT (società dei gruppo IREN che si occupa della raccolta rifiuti nel comune di Torino), mi sono chiesto se è corretto il modo con cui il sito di e-commerce sta applicando la normativa.

    Cosa ne pensate ?

    Grazie, Sergio Scorsoglio

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