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Il patrimonio dell’impresa: immobilizzazioni e attivo circolante

13 settembre 2015


Il patrimonio dell’impresa: immobilizzazioni e attivo circolante

> Business Pubblicato il 13 settembre 2015



Le conseguenze sui ricavi e plusvalenze derivanti dalle cessioni, deduzioni fiscali.

Tutti i beni, mobili e immobili, appartenenti alle società rientrano nel patrimonio dell’impresa; possono essere distinti in immobilizzazioni e attivo circolante a seconda che gli stessi formino o meno oggetto dell’attività dell’impresa. Pertanto, lo stesso bene appartenente a imprese che svolgono attività diverse può essere considerato immobilizzazione o bene-merce (per esempio, i fabbricati che in genere sono classificati come immobilizzazioni, sono beni-merce per le imprese edili).

La distinzione tra immobilizzazioni e attivo circolante è rimessa alla valutazione degli amministratori.

Conseguenze della distinzione tra immobilizzazioni e attivo circolante

La distinzione dei beni in attivo circolante e immobilizzazioni implica le seguenti conseguenze:

– i beni dell’attivo circolante, quando ceduti, danno origine a ricavi, mentre le immobilizzazioni a plusvalenze (o minusvalenze);

– i criteri di valutazione sono diversi;

– i costi di acquisto dei beni sono immediatamente deducibili, se riguardanti beni inclusi nell’attivo circolante; vengono, invece, dedotti in più anni, se relativi ad immobilizzazioni.

QUALI SONO LE IMMOBILIZZAZIONI

Sono immobilizzazioni i beni non destinati alla vendita:

materiali:         beni mobili e immobili, quali terreni, fabbricati, capannoni, impianti, macchinari, ecc.;

immateriali: creazioni intellettuali, quali brevetti, licenze, marchi, concessioni, diritti di know-how, ecc. compreso l’eventuale avviamento;

finanziarie: derivanti da operazioni di impiego durevole di capitale in attività finanziarie, quali titoli di Stato, obbligazioni di società commerciali, partecipazioni in altre imprese, crediti verso altri , ecc.

Valore fiscale

Viene determinato analiticamente per ciascun bene tenendo conto del costo originario di acquisto o di produzione, comprensivo degli oneri accessori di diretta imputazione, quali il trasporto, la posa in opera, le intermediazioni, gli oneri fiscali e finanziari.

Per i fabbricati strumentali, per destinazione o per natura, nel costo va tuttavia esclusa la quota di terreno su cui insiste e l’area ad esso pertinenziale.

Poiché partecipano alla produzione del reddito per molti esercizi, può capitare che il costo originario non sia più rappresentativo dell’effettiva capacità produttiva e, quindi, occorra aggiornare il loro valore mediante la rivalutazione.

QUAL È L’ATTIVO CIRCOLANTE

Rientrano nell’attivo circolante:

beni prodotti per essere venduti alla fine del processo produttivo. Sono assimilate le azioni e gli altri titoli e partecipazioni in soggetti IRES, di proprietà dell’impresa, se non iscritti nelle immobilizzazioni;

– crediti commerciali a breve;

merci acquistate per essere utilizzate nel processo produttivo, quali materie prime, semilavorati, ecc..

Sono beni-merce anche:

– terreno di proprietà di un’impresa il cui oggetto sociale prevede la compravendita di immobili;

– fabbricato destinato alla vendita edificato su un terreno bene strumentale su cui in precedenza sorgeva un immobile utilizzato per l’attività di impresa (Ris. Min. 14 ottobre 1976 n. 9/1334);

– prodotti-campionario concessi in comodato ai commercianti perché siano esposti al pubblico.

note

Autore immagine: 123rf com


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