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Concordato preventivo: cessione dei beni e comitato creditori

4 Novembre 2015 | Autore:
Concordato preventivo: cessione dei beni e comitato creditori

Comitato dei creditori, nomina, funzioni; vendita degli immobili “a trattativa privata” e con procedure competitive.

Cessione dei beni. L’art. 182 L. fall., modificato dal D.L. 83/2015, conv. in L. 132/2015, prevede che se il concordato consiste nella cessione dei beni il tribunale nomina, nel decreto di omologazione, uno o più liquidatori e un comitato di 3 o 5 creditori per assistere alla liquidazione e determina le altre modalità della liquidazione. In tal caso, il tribunale:

– dispone che il liquidatore effettui la pubblicità prevista dall’art. 490, co. 1, c.p.c.;

– fissa il termine entro cui la stessa deve essere eseguita.

Alle vendite, alle cessioni e ai trasferimenti posti in essere dopo il deposito della domanda di concordato o in esecuzione di questo si applicano le norme sulla vendita dei beni in sede fallimentare (artt. 105-108 ter L. fall.), in quanto compatibili.

La cancellazione delle iscrizioni, delle trascrizioni dei pignoramenti, dei sequestri conservativi e di ogni altro vincolo è effettuata su ordine del giudice, salva diversa disposizione contenuta nel decreto di omologazione per gli atti a questa successiva.

Al comitato dei creditori si applicano gli artt. 40 e 41 L. fall., in quanto compatibili:

Art. 40. Nomina del comitato

Il comitato dei creditori è nominato dal giudice delegato entro trenta giorni dalla sentenza di fallimento sulla base delle risultanze documentali, sentiti il curatore e i creditori che, con la domanda di ammissione al passivo o precedentemente, hanno dato la disponibilità ad assumere l’incarico ovvero hanno segnalato altri nominativi aventi i requisiti previsti. Salvo quanto previsto dall’art. 37 bis , la composizione del comitato può essere modificata dal giudice delegato in relazione alle variazioni dello stato passivo o per altro giustificato motivo.

Il comitato è composto di tre o cinque membri scelti tra i creditori, in modo da rappresentare in misura equilibrata quantità e qualità dei crediti ed avuto riguardo alla possibilità di soddisfacimento dei crediti stessi.

Il comitato, entro dieci giorni dalla nomina, provvede, su convocazione del curatore, a nominare a maggioranza il proprio presidente.

La sostituzione dei membri del comitato avviene secondo le modalità stabilite nel secondo comma.

Il componente del comitato che si trova in conflitto di interessi si astiene dalla votazione.

Ciascun componente del comitato dei creditori può delegare in tutto o in parte l’espletamento delle proprie funzioni ad uno dei soggetti aventi i requisiti indicati nell’art. 28, previa comunicazione al giudice delegato.

Art. 41. Funzioni del comitato

Il comitato dei creditori vigila sull’operato del curatore, ne autorizza gli atti ed esprime pareri nei casi previsti dalla legge, ovvero su richiesta del tribunale o del giudice delegato, succintamente motivando le proprie deliberazioni.

Il presidente convoca il comitato per le deliberazioni di competenza o quando sia richiesto da un terzo dei suoi componenti.

Le deliberazioni del comitato sono prese a maggioranza dei votanti, nel termine massimo di quindici giorni successivi a quello in cui la richiesta è pervenuta al presidente. Il voto può essere espresso in riunioni collegiali ovvero per mezzo telefax o con altro mezzo elettronico o telematico, purché sia possibile conservare la prova della manifestazione di voto.

In caso di inerzia, di impossibilità di costituzione per insufficienza di numero o indisponibilità dei creditori, o di funzionamento del comitato o di urgenza, provvede il giudice delegato.

Il comitato ed ogni componente possono ispezionare in qualunque tempo le scritture contabili e i documenti della procedura ed hanno diritto di chiedere notizie e chiarimenti al curatore e al fallito.

I componenti del comitato hanno diritto al rimborso delle spese, oltre all’eventuale compenso riconosciuto ai sensi e nelle forme di cui all’art. 37 bis, terzo comma.

Ai componenti del comitato dei creditori si applica, in quanto compatibile, l’art. 2407, primo e terzo comma, del codice civile.

L’azione di responsabilità può essere proposta dal curatore durante lo svolgimento della procedura. Con il decreto di autorizzazione il giudice delegato sostituisce i componenti del comitato dei creditori nei confronti dei quali ha autorizzato l’azione.

Alla sostituzione dei membri del comitato provvede in ogni caso il tribunale.

Le vendite di aziende e rami di aziende, beni immobili e altri beni iscritti in pubblici registri, nonché le cessioni di attività e passività dell’azienda e di beni o rapporti giuridici individuali in blocco, devono essere autorizzate dal comitato dei creditori.

Alle vendite, alle cessioni e ai trasferimenti legalmente posti in essere dopo il deposito della domanda di concordato o in esecuzione di questo si applicano le disposizioni sulle vendite dei beni di cui agli artt. 105-108 ter L. fall., in quanto compatibili.

La cancellazione delle iscrizioni relative ai diritti di prelazione, nonché delle trascrizioni dei pignoramenti e dei sequestri conservativi e di ogni altro vincolo, è effettuata su ordine del giudice, salvo diversa disposizione contenuta nel decreto di omologazione per gli atti a questa successivi.

Il liquidatore, con periodicità semestrale dalla nomina, redige un rapporto riepilogativo delle attività svolte, con indicazione di tutte le informazioni raccolte dopo la prima relazione, accompagnato dal conto della sua gestione. Copia del rapporto è trasmessa al comitato dei creditori, unitamente agli estratti conto dei depositi postali o bancari relativi al periodo. Il comitato dei creditori o ciascuno dei suoi componenti possono formulare osservazioni scritte. Il liquidatore comunica a mezzo di posta elettronica certificata altra copia del rapporto al commissario giudiziale, che a sua volta lo comunica ai creditori.

Vendita degli immobili “a trattativa privata” e con procedure competitive

Il piano concordatario che preveda la cessione dei beni tramite vendite a trattativa privata sul libero mercato, con l’utilizzazione dei normali canali pubblicitari (si pensi alla proposta di concordato preventivo, votata dalla maggioranza dei creditori, che preveda la vendita dei cespiti immobiliari “a libero mercato” tramite i comuni canali pubblicitari e di intermediazione immobiliare, limitando il ricorso alle aste pubbliche all’ipotesi in cui la vendita non intervenga entro il termine di trentasei mesi dalla definitiva omologazione del concordato) appare in contrasto con le disposizioni dell’art. 182 L. fall., essendo tale modalità di dismissione dell’attivo difforme dalle previsioni di cui agli articoli da 105 a 108 ter L. fall., richiamati dall’art. 182 L. fall. in quanto compatibili, dovendosi affermare che le modalità di liquidazione nell’ambito del concordato debbano sempre ispirarsi ai principi dettati per la liquidazione in sede fallimentare, avendo il legislatore creato una totale coincidenza tra la liquidazione post concordataria e quella fallimentare, atteso altresì l’accostamento delle funzioni del liquidatore concordatario a quelle del curatore operato dallo stesso art. 182 L. fall.

Più in generale, infatti, il concordato con cessione dei beni prevede la realizzazione di un piano di tipo liquidatorio riconducibile, nella fase esecutiva ed al pari della procedura fallimentare, alla più vasta categoria dei procedimenti di esecuzione forzata; nei casi in cui la proposta concordataria per cessione dei beni implichi un’attività liquidatoria, spetta sempre al tribunale, alla stregua del carattere imperativo delle prescrizioni contenute nell’art. 182 L. fall., stabilire le modalità della liquidazione, da porre in essere secondo criteri competitivi e, in via preferenziale, secondo i criteri e i moduli operativi previsti per il fallimento, essendo il Tribunale sempre dotato del potere di integrare la proposta di concordato, quando ciò appaia necessario al fine di consentire il rispetto delle prescrizioni di legge, poiché lo spazio lasciato all’autonomia privata non è illimitato (Trib. Rimini 2-7-2015).

Il-nuovo-volto-del-Processo-Civile-del-Concordato-Preventivo-e-del-Fallimento


note

Autore immagine: 123rf com


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