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Un minore può essere socio di una società?

8 Dicembre 2015
Un minore può essere socio di una società?

Minore non emancipato ed emancipato: cessione e acquisto di quote di società SRL, SPA, SNC, SAPA.

Il minore può essere socio di una società, sia essa di persone (Snc, Sas, società semplice) o di capitali (Srl, Spa, Sapa) solo dopo avere ottenuto le autorizzazioni necessarie che variano a seconda del tipo di società. Diversamente la partecipazione è annullabile.

In ogni caso, tutti gli atti del minore all’interno della società (amministrazione, esercizio di voto in assemblea) sono posti in essere dal legale rappresentante.

Rappresentante legale

Di norma, la rappresentanza legale del minore e l’amministrazione dei suoi beni spetta ad entrambi i genitori (anche in caso di separazione con affido condiviso) che la esercitano di comune accordo, tenendo conto delle capacità, delle inclinazioni naturali e delle aspirazioni del figlio.

In mancanza dei genitori, tale potere spetta ad un tutore nominato dal tribunale.

Gli atti di ordinaria amministrazione (ad esempio: gli atti di disposizione del reddito, gli atti riguardanti il miglioramento e la conservazione dei beni compresi nel patrimonio) possono essere compiuti disgiuntamente dai genitori. Invece, gli atti di straordinaria amministrazione (ad esempio, l’acquisto o l’alienazione di beni, l’accensione di mutui, l’accettazione di donazioni, lo scioglimento di comunioni, ecc.) devono essere compiuti congiuntamente da entrambi i genitori, previa autorizzazione del giudice tutelare per ogni singolo atto.

In caso di disaccordo tra i genitori su questioni di particolare rilievo, ciascuno di essi può rivolgersi al tribunale dei minori.

Analizziamo ora come si atteggia la partecipazione del minore ai vari tipi di società previsti dall’ordinamento.

 

 

Snc (Società nome collettivo)

Il minore non può partecipare alla costituzione di una s.n.c., ma solo continuare l’esercizio di un’attività d’impresa commerciale già esistente ossia acquistando la partecipazione sociale per successione (eredità o legato) o donazione.

Per rendere effettiva la partecipazione è necessario che il rappresentante legale:

– chieda il parere preventivo del giudice tutelare sull’opportunità della partecipazione del minore all’attività d’impresa;

– ottenga l’autorizzazione del tribunale ordinario all’esercizio dell’impresa.

Se invece il rappresentante legale del minore non vuole che questi continui l’esercizio dell’impresa, deve chiedere al tribunale l’autorizzazione a disporre dei beni patrimoniali per vendere, liquidare o affittare l’azienda.

Se invece la partecipazione sociale è acquistata dal minore per eredità, il rappresentante legale deve accettare l’eredità con beneficio d’inventario previa autorizzazione del giudice tutelare; dopo può decidere se continuare o meno l’azienda.

Dal momento in cui il minore ottiene l’autorizzazione all’esercizio dell’impresa:

– il minore acquista la qualità di imprenditore commerciale e può fallire;

– il rappresentante legale può compiere tutti gli atti di amministrazione che rientrano nell’oggetto sociale o ad esso strumentali.

Se, per circostanze sopravvenute, la continuazione dell’attività d’impresa non è più conveniente per il minore, è possibile chiedere la revoca dell’autorizzazione.

Sas (Società accomandita semplice)

Per quanto riguarda le s.a.s bisogna distinguere a seconda che il minore acquisti la qualità di:

accomandatario (con responsabilità illimitata): può solo continuare un’attività preesistente, secondo le stesse previste per il socio di s.n.c. (cioè l’autorizzazione all’esercizio dell’impresa da parte del tribunale);

accomandante (che ha responsabilità limitata): può diventare socio di una s.a.s. sia se essa è di nuova costituzione, sia se già esiste, con la sola autorizzazione del giudice tutelare al conferimento (essendo atto di straordinaria amministrazione). Si applicano le norme per l’autorizzazione al conferimento nelle s.p.a. e nelle s.r.l. (v. dopo).

Spa (Società per azioni) e Srl (Società responsabilità limitata)

La legge non dice nulla a riguardo, così, secondo la giurisprudenza, il minore può diventare socio di una Spa o di una Srl sia al momento della sua costituzione sia in un momento successivo, acquistando azioni o quote della società. Trattandosi di un atto di straordinaria amministrazione, è sempre necessaria l’autorizzazione del tribunale.

Per il minore soggetto a responsabilità genitoriale dei genitori questi devono presentare la richiesta al giudice tutelare del luogo dove il minore è domiciliato, indipendentemente dal bene conferito.

Il legale rappresentante del minore può:

– esercitare i diritti del minore in quanto socio. Il minore non può essere amministratore;

– svolgere le attività che non comportano nuove obbligazioni patrimoniali per il minore;

– partecipare alle delibere dell’assemblea straordinaria che implicano la disposizione del patrimonio del minore (per esempio, aumento di capitale con nuovi conferimenti), previa autorizzazione al giudice tutelare.

Sapa (Società accomandita per azioni)

Nel caso di partecipazione ad una Sapa bisogna distinguere a seconda che il minore acquisti la qualità di:

accomandatario (con responsabilità illimitata): valgono le stesse regole per l’accomandatario di s.a.s.;

accomandante (con responsabilità limitata): si applicano le norme previste per le Spa ed Srl.

Società semplice

Si ritiene che il minore, a mezzo del suo legale rappresentante, ottenuta l’apposita autorizzazione del giudice tutelare, possa partecipare ad una società semplice sia preesistente, sia di nuova costituzione, in quanto essa non esercita attività commerciale e non espone i suoi soci al fallimento.

Secondo la dottrina prevalente non è necessaria l’autorizzazione del tribunale per l’esercizio dell’attività d’impresa, ma solo l’autorizzazione del giudice tutelare per il conferimento.


note

Autore immagine: 123rf com


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