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Costituzione società: a quanto ammontano i conferimenti?

18 Gennaio 2016
Costituzione società: a quanto ammontano i conferimenti?

Sottoscrizione della parte di capitale sociale: ammontare, modalità di versamento della quota, mancato versamento.

Ciascun socio al momento della costituzione di una società assume l’obbligo di eseguire il conferimento in favore della società (cosiddetta “sottoscrizione della parte di capitale sociale”). L’obbligo del conferimento è assunto nei confronti della società (non dei suoi soci). Pertanto, il relativo adempimento può essere preteso solo dalla società e non dai soci in proprio. Una volta che il socio ha adempiuto non può essere tenuto a nuovi conferimenti o alla reintegrazione di quelli iniziali neppure se questi ultimi risultano insufficienti o sono andati perduti.

La sottoscrizione del capitale sociale si distingue dall’effettivo versamento: infatti, con la sottoscrizione il socio si impegna a versare – in base a quanto previsto dalla legge e, successivamente, a richiesta della società – una parte del capitale sociale “acquistato”; il versamento invece è la parte effettivamente versata, che non è necessariamente, almeno all’inizio, quella sottoscritta. Si può, per esempio, sottoscrivere l’acquisto del 25% del capitale sociale di una persona giuridica, ma versare all’atto della costituzione, solo una parte. Su questo aspetto torneremo tra breve con maggiore precisione.

A quanto ammontano i conferimenti?

Di norma, l’atto costitutivo indica l’ammontare del conferimento a cui sono obbligati i singoli soci.

Ciascun socio, in seguito al conferimento, diventa titolare di una partecipazione equivalente alla quota di capitale sottoscritta. Non ci sono regole assolute circa il valore dei conferimenti; i soci, infatti, possono accordarsi per attribuire partecipazioni al capitale di valore inferiore rispetto a quello dei conferimenti. La differenza (il cosiddetto sovrapprezzo) non viene imputata al capitale sociale, ma va ad incrementare il patrimonio della società.

Nelle società di capitali, l’atto costitutivo può assegnare quote o azioni in modo non proporzionale al valore del conferimento, dando maggiore rilievo agli apporti dei soci che non possono formare oggetto di conferimento (come le idee, le conoscenze sul mercato o l’esperienza).

Mentre il conferimento in denaro non pone problemi di valutazione, il valore dei conferimenti di beni in natura, di crediti o di opere o servizi è determinato:

– nelle società di persone: dalla valutazione fatta dai soci stessi;

– nelle s.r.l.: da una relazione di stima giurata di un esperto;

– nelle s.p.a. e s.a.p.a.: da documentazione che provi il valore del conferimento (ad esempio una risultanza di bilancio o una valutazione di un esperto indipendente).

Come si esegue il conferimento?

Il socio che assume l’obbligo di effettuare un conferimento può adempierlo immediatamente o in un momento successivo, secondo le seguenti regole:

a) società di persone: di regola l’adempimento del conferimento non è contestuale a quello dell’assunzione dell’obbligo ma può essere dilazionato;

b) s. p.a. pluripersonali e s.a.p.a.: i soci devono:

– versare almeno il 25% dell’ammontare del conferimento in denaro; dopo la costituzione gli amministratori possono chiedere in ogni momento ai soci i versamenti ancora dovuti;

– effettuare immediatamente ed integralmente il conferimento del bene in natura o del credito;

– concedere in godimento il bene con efficacia immediata;

c) s. r.l. pluripersonali con capitale sociale:

– di almeno 10.000 euro: si applicano le regole esaminate alla lett. b) per le s.p.a. pluripersonali, precisando che il conferimento del socio, al momento della costituzione, può essere sostituito da una polizza assicurativa o da una fideiussione bancaria;

inferiore a 10.000 euro: al momento della costituzione il socio o i soci devono versare l’intero ammontare dei conferimenti in denaro (gli unici ad essere ammessi).

In caso di s.p.a. e s.r.l. unipersonali al momento della costituzione l’unico socio deve versare l’intero ammontare del capitale sociale.

Che succede se il socio non versa la quota sociale?

In caso di ritardo nell’esecuzione del conferimento:

–  nella società di persone: la società può agire in giudizio per l’adempimento e il risarcimento dei danni, secondo le regole generali;

–  nelle s.p.a. e nelle s.a.p.a.: oltre all’azione per l’adempimento o il risarcimento dei danni, è previsto uno speciale procedimento per la messa in mora del socio, a seguito del quale gli amministratori hanno diritto di chiedergli gli interessi;

–  nella s.r.l. è prevista una procedura per la diffida del socio e la conseguente vendita della quota di partecipazione.

In caso di inadempimento o di sopravvenuta impossibilità ad effettuare il conferimento:

–  nella società di persone il socio inadempiente può essere escluso;

–  nella società di capitali le azioni o la quota di partecipazione del socio può essere venduta coattivamente e, in caso di insuccesso della vendita, la società può escludere il socio e trattenere le somme riscosse.

Il risarcimento che la società ottiene (sia in caso di ritardo, sia in mancanza dell’adempimento) entra a fare parte del patrimonio sociale e non può essere attribuito ai soci direttamente.

Quando la società è costituita da due soli soci, l’azione di condanna all’adempimento, fatta da uno nei confronti dell’altro, deve essere considerata come volta ad ottenere un risarcimento a favore della società, non di natura personale. Il venire meno di uno dei soci, o quando la prestazione di questi è ritenuta essenziale, comporta la risoluzione del contratto di società.

Fonte: Memento IPSOA Francis Lefebvre


note

Autore immagine: 123rf com


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