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Prima casa: benefici fiscali in base alla categoria catastale

9 Febbraio 2016
Prima casa: benefici fiscali in base alla categoria catastale

La qualificazione dell’immobile di lusso: le nuove regole valgono anche per il passato.

I nuovi criteri legali che definiscono quale sia la casa di lusso e quale no, sulla base non più dei metri quadri ma della categoria catastale, limitando solo a queste ultime i benefici fiscali, si applicano anche per il passato. Risultato: la casa che rientra nella categoria A/2 non è di lusso e, pertanto, può fruire dei benefici “prima casa”, a prescindere dal fatto che l’immobile è superiore ai 240 metri quadrati, limite oltre il quale, in base ai criteri del decreto del 1969, era esclusa l’agevolazione. Lo ha chiarito la CTR di Roma in una recente sentenza [1].

La vicenda

L’Agenzia delle Entrate, con un atto di rettifica e liquidazione, revocava le agevolazioni prima casa a un contribuente che aveva acquistato un immobile nel 2008. Per l’ufficio, il contribuente non aveva diritto alle agevolazioni perché l’immobile era da considerarsi “casa di lusso” in quanto avente superficie complessiva di 308,65 metri quadrati, cioè superiore al limite di 240 metri quadri oltre il quale era esclusa l’agevolazione prima casa.

Per vedersi attribuire ragione, il contribuente ha dovuto attendere il secondo grado.

Il nuovo concetto di casa di lusso

Nel 2011 la materia catastale è stata totalmente innovata [2]: in particolare la legge ha modificato i criteri di individuazione delle classi degli immobili ai fini dell’imposta di trascrizione riportando tutto alla categoria catastale. Il che trova riscontro anche in una circolare del 2014 dell’Agenzia delle Entrate secondo cui [3] ”a decorrere dal 1° gennaio 2014, … l’applicabilità delle agevolazioni prima casa risulta vincolata, ai fini dell’imposta di registro, alla categoria catastale in cui è classificato o classificabile l’immobile e non più alle 13 caratteristiche individuate dal decreto del ministro dei Lavori pubblici del 2 agosto 1969 [4]”.

Pertanto anche se il contribuente ha acquistato l’immobile prima dell’intervenuta abolizione dell’illecito penale, si applicano le nuove e successive regole più favorevoli in base al principio cosiddetto del “favor rei”. Dispone, a riguardo, il codice penale: “salvo diversa previsione di legge, nessuno può essere assoggettato a sanzioni per un fatto che, secondo una legge posteriore, non costituisce violazione punibile”.

In conclusione, le regole per le agevolazioni fiscali sulla casa in vigore dal 2014 valgono anche per il passato, e la classificazione catastale prevale sui vecchi criteri del 1969. Così, per esempio, se la casa oggetto di accertamento rientra nella categoria A/2, non va considerata “di lusso” e, di conseguenza, il contribuente ha diritto alle agevolazioni; l’atto di accertamento dell’Agenzia delle Entrate deve essere annullato.


note

[1] CTR Roma sent. n. 4449/1/15.

[2] Art. 10 d.lgs. n. 23 del 14.03.2011.

[3] Ag. Entrate, circolare n. 2/E del 2014, paragrafo 1.3.

[4] Così come previsto dall’art. 1, quinto periodo, della Tariffa, parte prima, allegata al Tur, nella formulazione applicabile fino al 31 dicembre 2013.

Autore immagine: 123rf com


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