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S.R.L.S.: i soci non possono essere persone giuridiche

1 Marzo 2016 | Autore:
S.R.L.S.: i soci non possono essere persone giuridiche

È possibile cedere la quota sociale ad una persona giuridica ma ciò comporta la trasformazione da S.r.l.s. a S.r.l. ordinaria: la S.r.l.s., per sua natura, può avere come soci solo persone fisiche.

 

La società a responsabilità limitata semplificata può avere come soci solo persone fisiche: la cessione delle quote sociali a una persona giuridica è valida ma comporta la trasformazione della società in S.r.l. ordinaria.

La società a responsabilità limitata semplificata è una forma di S.r.l., detta appunto semplificata, in quanto per la sua costituzione è prevista una soglia più bassa di capitale sociale (inferiore a 10.000,00 euro) nonché costi inferiori.

I soci della S.r.l.s. sono necessariamente persone fisiche. La legge [1] recita infatti “La società a responsabilità limitata semplificata può essere costituita con contratto o atto unilaterale da persone fisiche a prescindere dall’età anagrafica”.

A tal proposito, la Camera di Commercio di Ancona, con una recente nota, ha posto al Ministero dello Sviluppo Economico il quesito se è possibile, in fase di modifica della compagine sociale della S.r.l.s., che un socio persona fisica ceda le quote sociali ad una persona giuridica e se l’atto di cessione sia valido e iscrivibile.

Il dubbio è sorto in quanto la norma del codice civile sulle S.r.l.s. sembra richiedere la partecipazione di soci persone fisiche solo per la fase costituiva, senza espressamente enunciare un divieto di partecipazione delle persone giuridiche nelle vicende modificative della compagine sociale.

Il Ministero dello Sviluppo Economico [2] ha risposto affermando che, pur non potendo estendersi il divieto espresso alla fase modificativa della società, e dovendo considerarsi validi gli atti di sottoscrizione delle quote di capitale da parte di persone giuridiche, non può ritenersi che la società possa mantenere lo status di “semplificata”.

L’atto di cessione di quote sociali di s.r.l.s. a soggetto diverso da persona fisica è consentito in quanto il divieto previsto dalla norma con riferimento alla personalità giuridica dei soci, riguarda la sola fase di costituzione della società.

Tuttavia fermo quanto precede in termini di validità e iscrivibilità della cessione di quote, si deve riflettere sulla sorte della compagine sociale sotto il profilo causale e tipologico a seguito dell’ingresso di persone giuridiche.

Secondo il Ministero “Sotto il profilo tipologico si ritiene che la S.r.l.s. non rappresenti un tipo autonomo di società, nell’ambito delle società di capitali, ma un mero modo d’essere della società a responsabilità limitata, come avviene ad esempio nel caso delle s.r.l. uni personali o delle s.p.a. con unico socio.   La problematica attiene piuttosto all’aspetto causale o se si preferisce alle certezze che il modello semplificato dà al mercato in termini di aderenza formale e sostanziale allo standard approvato col DM 138/2012. È evidente per tutto quanto precede che l’ingresso nel capitale sociale di soggetti differenti dalle persone fisiche fa perdere a quella S.r.l. le caratteristiche di Sr.l. semplificata, trovando applicazione, ove non vi sia un aumento di capitale che esuberi i 9.999 euro, la previsione di cui all’art. 2463, comma 4 del Codice civile”.

Dunque, a seguito dell’ingresso del socio persona giuridica, la società perde lo status particolare di S.r.l.s. ed assume quello di S.r.l. “ordinaria” a capitale esiguo.

La legge dispone infatti che «L’ammontare del capitale può essere determinato in misura inferiore a euro diecimila, pari almeno a un euro. In tal caso i conferimenti devono farsi in denaro e devono essere versati per intero alle persone cui è affidata l’amministrazione».

Troveranno pertanto applicazione tutte le disposizioni relative alle società ordinarie (fatta salva l’espressa eccezione in tema di capitale sociale) e la società dovrà modificare la propria denominazione eliminando il termine «semplificata» perché “non più rispondente a realtà e foriero di erronea informazione al mercato”.


note

[1] Art. 2463-bis cod. civile.

[2] Ministero dello sviluppo economico, nota prot. 39365 del 15 febbraio 2016.

Autore immagine: 123rf com


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