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Giovani imprese femminili in crescita, ma non le start-up

8 Marzo 2016 | Autore:
Giovani imprese femminili in crescita, ma non le start-up

Al Sud abita l’impresa è giovane e rosa, ma le start-up innovative sono appannaggio degli uomini. Ti spieghiamo dove trovare i fondi per la tua impresa.

Le giovani imprese al femminile, secondo Unioncamere fanno registrare un rialzo dello 0,4%, un risultato che benchè piccolo in termini assoluti, fa rilevare un rialzo certamente migliore di quello della media che si limita ad uno striminzito 0,1%.

I dati parlano di oltre 1,5milioni di piccole e giovani realtà che dimorano principalmente nel Meridione. Anche nel guardare i primi tre posti della classifica di incrementi, difatti, si resta in qualche modo piacevolmente sconcertati dal rilevare come tra regioni “colosso” dell’innovazione, quali il Trentino (+1,3%) o la Toscana (+1,1%), faccia capolino la Calabria con un tasso di crescita dell’1,2%.

Anche guardando ai dati assoluti Lazio e Campania affiancano la Lombardia sul podio. Queste tre regioni ammontano difatti da sole al 33% dell’intero patrimonio nazionale di imprese in rosa.

Ulteriori sorprese arrivano infine dal tasso di “femminilizzazione” ovvero del numero di imprese gestite dalle donne, rispetto al mercato di riferimento. Sono il Molise, la Basilicata e l’Abruzzo le regioni più performanti, mentre Benevento in Campania è la Città con il maggior numero di imprese gestite da donne, ben 3 su 10.

 

Chi sono le giovani imprenditrici?

Le giovani donne under 35 sono le più interessate a mettersi in proprio, in Italia quasi un’impresa su 3 è costituita per la maggioranza da giovani donne (28%). Se si considera che la dicitura di “impresa femminile” nelle società di capitali tiene conto della maggioranza delle quote, nella società di persone della metà dei soci e nelle imprese individuali della titolarità, si intravede come di fatto la partecipazione al mercato sia tutt’altro che residuale.

 

In quali settori investono le donne?

Presenti in maggioranza nei settori dell’agricoltura e dei servizi – che se si considerano in senso lato (considerando dunque non solo il terzo settore ma anche parrucchieri, estetisti, lavanderie, ad esempio) la percentuali sono superiori al 50%.

Nei servizi alla persona (49%), nell’istruzione (29%), dell’assistenza sociale e nella sanità (38%), nei servizi di alloggio e ristorazione (29%), si fanno rilevare percentuali molto importanti, mentre resta fermo il settore industriale ad un 10,4% piuttosto deludente, salvo che per il manifatturiero i cui dati salgono ad una percentuale del 17,3%.

Perché le start-up sono maschili?

Solo il 13% delle start-up italiane è femminile.

La ragione per la quale le start-up restano appannaggio degli uomini sembra debba essere ricercata nella partecipazione delle donne alle facoltà scientifiche. In particolare è di pochi giorni fa una ricerca OCSE che dimostra come le facoltà di ingegneria civile, informatica e meccanica siano le meno scelte fra le studentesse. La stessa ricerca sottolinea però come la preferenza vada verso settori quali la biomedica, l’architettura e il design. Un’interpretazione più estesa di “impresa innovativa” potrebbe dunque cambiare tale percezione.

Imprese a tasso zero: fondi per l’imprenditoria femminile, ecco come fare

Fare impresa per giovani e donne è oggi possibile anche grazie ad un bando – Imprese a tasso zero – che permette di finanziare al 75% la propria idea di business con un mutuo agevolato che può arrivare a 1,5milioni di euro. Imprese a tasso zero è la misura gestita da Invitalia che sostituisce le tradizionali misure di autoimprenditorialità, eliminando la parte di fondo perduto (che limitava i fondi nel tempo) e permettendo – attraverso un fondo rotativo – la presentazione delle domande per tutto il periodo di programmazione.

Se le vostre idee sono meno “esose” è possibile invece approfittare di Selfiemployment. Per maggiori informazioni consigliamo il nostro approfondimento.


01 | L’imprenditoria femminile è in crescita, specialmente nel Meridione

02 | I fondi a disposizione, Imprese a tasso zero e Selfiemployment sono sempre attivi sul sito Invitalia

03 | Se hai dubbi su come fare domanda siamo a tua disposizione


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