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Novità Codice Appalti: le sanzioni ANAC nelle casse statali

8 Marzo 2016 | Autore:
Novità Codice Appalti: le sanzioni ANAC nelle casse statali

Tornano nel bilancio dello stato le sanzioni corrisposte dall’Autorità Anticorruzione, non garantito il reimpiego delle risorse per il miglioramento del sistema

Come è noto qualche giorno fa il Nuovo Codice Appalti è stato varato definitivamente dal Consiglio dei Ministri, tuttavia, come spesso accade, il diavolo si nasconde nei dettagli. La Ragioneria generale ha infatti preteso che le sanzioni imposte dall’Anac, l’Autorità Nazionale Anti Corruzione, debbano tornare all’interno del bilancio statale, quindi nelle casse dell’erario, per poi passare, solo in un secondo momento, all’interno del bilancio del Ministero delle Infrastrutture.

Cosa cambia per l’ANAC nella gestione dei fondi?

Il punto che si pone, al di là dell’appesantimento burocratico che – si sa – nel nostro Paese è spesso scontato, pone alcuni dubbi in merito alla certezza del reinvestimento di quei fondi ai fini del miglioramento del sistema nazionale degli appalti.

A ciò si aggiunga che i tempi con i quali il fondo sarà attivato non sembrano essere particolarmente brevi, visto e considerato che il tema dell’implementazione delle competenze delle stazioni appaltanti è tutt’altro che secondario nella logica del Nuovo Codice Appalti che abbiamo avuto modo di trattare in precedenza. Di conseguenza l’anca potrebbe presto trovarsi in serie difficoltà.

Si aggiunga a questo che la riduzione del monte “tasse” Avcp in ragione della possibilità di gestione diretta per procedura negoziata con l’invito di solo 5 imprese, attivabile per i lavori da 150mila a 1,5milioni di euro, potrebbe portare ad un’ulteriore riduzione di disponibilità nelle casse dell’Anac.

Quali novità nel Codice Appalti?

Novità per le centrali di acquisto e per le imprese nel nuovo codice appalti.

Le stazioni che vorranno affidare servizi al di sopra di 40mila euro (150mila euro per i bandi di personale) dovranno superare un processo autorizzatorio; si registrerà una drastica riduzione degli affidamenti in-house, visto che l’80% dei lavori dovrà essere affidato mediante gara e solo il 20% potrà essere affidato ad enti interni al sistema pubblico.

Inoltre si prevede l’inserimento di un documento unico europeo di certificazione per le imprese, che vedranno privilegiate nella valutazione l’offerta economicamente più vantaggiosa, con una drastica riduzione del criterio del massimo ribasso.

Con riferimento al fatturato non sarà possibile richiedere come requisito di capacità economica un fatturato che sia al di sopra del doppio della base di gara. Altra novità particolarmente rilevante riguarda il rischio operativo, che è stato spostato in capo ai privati. Si azzera, dunque, per lo stato, il rischio di dover ripianare perdite dei privati derivanti da un errore di valutazione nell’offerta, che non tenesse conto in origine dei possibili rischi intercorrenti nell’opera in corso di realizzazione.

Le procedure telematiche a lungo preannunciate sembrano invece dover aspettare ancora qualche tempo, non ci sono difatti tempi specifici entro i quali le stazioni appaltanti dovranno adeguarsi e in Italia, la mancanza di domanda pubblica, come è noto equivale spesso all’inadempimento.

Quando sarà approvato il nuovo codice degli appalti?

L’iter di approvazione del testo presentato al CdM e approvato nei giorni scorsi, è soggetto ancora ad alcuni passaggi di approvazione. In particolare esso dovrà passare prima in Consiglio di Stato e poi in Conferenza unificata e alle Commissioni parlamentari competenti, per un’approvazione definitiva. In considerazione dei tempi di pubblicazione in Gazzetta il termine del 18 aprile per il quale era stata originariamente fissata la scadenza appare quanto meno ottimistico.


01 | I fondi delle sanzioni tornano nel bilancio prima di andare all’ANAC

02 | numerose novità nel codice appalti, per le stazioni e per le imprese

03 | Iter di approvazione ancora lento, scadenza del 18 aprile troppo vicina


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