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Il fisco ci spia

2 Aprile 2016
Il fisco ci spia

Partito ieri il Grande Fratello del fisco. Conti correnti tracciati e tutti gli altri strumenti di controllo dell’Agenzia delle Entrate. 

Da ieri, 31 marzo, è scattato l’obbligo per le banche e gli intermediari finanziari di trasmettere al fisco tutti i dati dei correntisti relativamente ai conti e alle carte di credito. Questo è probabilmente l’ultimo tassello mancante alle Entrate per completare il quadro di controllo totale del contribuente. A questo punto ci si attende che i tassi di evasione si abbassino clamorosamente.

I metodi per il controllo fiscale dell’Agenzia

Vediamo, su spunto della CGIA di Mestre, come si è mossa l’Agenzia nel tempo e di quali dati dispone oggi per poter controllare i contribuenti:

  • Abolizione del segreto bancario e trasmissione annuale dei saldi e dei rapporti di conto corrente e degli altri strumenti finanziari
  • Studi di settore ai fini della valutazione della coerenza della dichiarazione dei redditi con la media della categoria di riferimento
  • Controlli sul territorio al fine di verificare in loco l’emissione corretta di scontrini e fatture
  • Redditometro: in grado di controllare il reddito complessivo del contribuente sulla base del confronto tra entrate e uscite
  • Spesometro: strumento di analisi che permette di analizzare un complesso di dati sensibili, per i quali da ultimo si è richiesta un’ulteriore implementazione, in particolare: a) le imprese devono comunicare i dati dei soci o familiari che abbiano in godimento i beni dell’impresa, devono inoltre comunicare i dati relativi alle persone fisiche o famigliari che hanno concesso finanziamenti o versato soldi all’impresa stessa, devono infine comunicare le operazioni che hanno effettuato con operatori con sede in “paradisi fiscali”; b) le società di leasing e di noleggio devono comunicare i dati relativi alla propria clientela; c) devono comunicare all’Agenzia delle Entrate le operazioni rilevanti ai fini IVA che prevedano obbligo di emissione della fattura e da 3.600 euro per quelle non documentate da fattura
  • Call center di denuncia pubblica alla guardia di finanza (numero 117), che ha ricevuto nel 2013 – ultimo anno di cui si ha disponibilità – qualcosa come 44mila chiamate
  • Serpico, ovvero il super-software che è il più conosciuto di una serie di sistemi hard&soft in grado di intercettare operazioni sospette incrociando i dati statistici derivanti dalle banche dati statali di IVA, IRAP, IRPEF, Agenzia del Territorio e quant’altro a disposizione della PA
  • 98 metodolologie di controllo codificate e protocolli procedurali specifici in grado di individuare percorsi di verifica efficaci su determinate attività economiche direttamente rivolte ai consumatori finali
  • Soglia di utilizzo del contante a 3mila euro con il divieto di pagamento oltre quella soglia se non attraverso metodologie tracciabili
  • Obbligo del POS per lavoratori autonomi e imprenditori (sebbene tale previsione come è noto abbia avuto più di una defezione)
  • Fatturazione elettronica nei confronti della PA e degli enti strumentali ad essa collegati e progressiva incentivazione della fattura elettronica tra privati
  • Reverse charge: ovvero inversione contabile in base alla quale il venditore emette fattura senza addebitare l’imposta e l’acquirente integra la fattura ricevuta con l’aliquota di riferimento per il tipo di operazione fatturata e, allo stesso tempo, procede con la duplice annotazione nel registro acquisti (fatture di acquisto) e nel registro vendite (fatture emesse).

Cosa controlla nei conti correnti l’Agenzia delle Entrate

Nel Sistema di interscambio dati (Sid) delle Entrate vengono recepite le comunicazioni degli istituti di credito, in particolare sono tracciate:

  • operazioni finanziarie su conto deposito titoli e/o obbligazioni;
  • conto deposito a risparmio libero/vincolato;
  • gestione collettiva del risparmio;
  • gestione patrimoniale;
  • certificati di deposito e buoni fruttiferi;
  • cassette di sicurezza;
  • carte di credito/debito;
  • bancomat;
  • crediti di firma;
  • finanziamenti;
  • fondi pensione; 
  • titoli e obbligazioni.

Saranno poi controllati i saldi iniziali e finali del contribuente e i pagamenti effettuati con carta o con bancomat, ma anche gli addebiti e gli accrediti diretti sul conto corrente e i prelevamenti in contanti.

Si è in attesa di una circolare dell’Agenzia delle Entrate che chiarisca quali siano i controlli che verranno effettuati e come saranno selezionati i soggetti considerati più a rischio. Vi terremo aggiornati.



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