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Bonus mobili: nuove regole per i bonifici

12 Maggio 2016
Bonus mobili: nuove regole per i bonifici

Ecco come viene semplificata la modalità di acquisto per accedere alle agevolazioni mobili ed elettrodomestici e gli interventi di ristrutturazione che sbloccano il bonus.

 

L’Agenzia delle Entrate ha da ultimo ridefinito le modalità di accesso al bonus mobili e grandi elettrodomestici e dal 2016 anche per il bonus mobili per le giovani coppie [1].

Sino a pochi giorni fa il bonifico attraverso il quale era necessario acquistare i mobili o gli elettrodomestici per fare poter richiedere il bonus doveva essere un “bonifico parlante”, nella causale doveva cioè riportare la norma agevolativa e il codice fiscale del beneficiario, la detrazione e il numero di partita Iva o codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato (e per il quale è prevista anche la trattenuta della ritenuta del 4% [2]). Questa regola imposta dalle stesse Entrate nel 2013 [3] prevedeva che se il pagamento era effettuato secondo bonifico bancario o postale era necessario utilizzare il bonifico predisposto da banche e poste, dunque il versamento, per chiarirsi, non poteva esser fatto via home banking, né tantomeno attraverso carte di pagamento. Il processo era insomma molto farraginoso.

Bonus mobili: cosa cambia

La circolare citata chiarisce che con riferimento alle spese del 2015 relative agli acquisti ammissibili al bonus mobili e grandi elettrodomestici e per il bonus giovani coppie per le spese del 2016, saranno ammissibili anche i bonifici semplici, ovvero non parlanti.

Come abbiamo ricordato qualche tempo fa inoltre per queste spese, poi, continua ad essere possibile il pagamento con la carta di debito (bancomat), o la carta di credito (leggi anche Bonus Mobili: cambiano le regole per pagamenti e requisiti).

Bonus Mobili: quali metodi di pagamento non sono ammessi?

Restano non ammessi tra i metodi di pagamento:

gli assegni bancari;

i contanti;

altri mezzi di pagamento differenti da bonifico e carte.

Bonus Mobili: detraibili gli acquisti all’estero 

Se il pagamento avviene attraverso bonifico anche l’acquisto di mobili ed elettrodomestici all’estero è agevolabile. Resta il dubbio se sia ancora necessario in questo caso il bonifico parlante o meno (leggi anche Detrazioni fiscali che non si conoscono).

Bonus Mobili: quanto è agevolabile?

È possibile ottenere il bonus mobili per acquisti effettuati per abitazioni che risultino in ristrutturazione. In particolare per gli acquisti di mobili e grandi elettrodomestici, pagati nel 2016 e detraibili dall’Irpef al 50%, è necessario aver effettuato dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2016 almeno un pagamento, anch’esso detraibile al 50% secondo il bonus ristrutturazioni, per un intervento di recupero del patrimonio edilizio sulla casa da arredare, rilevante per il bonus mobili.

Il limite di acquisto per bonus mobili e grandi elettrodomestici, riconfermato nella circolare citata [1] è di 10mila euro e deve essere calcolato considerando le spese sostenute nel corso dell’intero arco temporale agevolato (che va dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2016), anche nel caso di più interventi di ristrutturazione successivi. Il limite di 10mila euro deve essere riferito alla singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o alla parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione, a prescindere dal numero dei contribuenti che partecipano alla spesa (istruzioni del modello 730 o di Unico PF).

Bonus mobili: si può percepire più volte?

Quanto detto sino ad ora non vuol dire che un contribuente non possa usufruire di più bonus mobili (per più unità immobiliari). La fruizione del bonus difatti è legato all’unità immobiliare, per cui su due unità immobiliari per due ristrutturazioni è possibile ottenere due volte il bonus. L’importo massimo di 10.000 euro è riferito a ciascuna unità abitativa oggetto di ristrutturazione.

Quali lavori edili sbloccano il bonus mobili?

Per poter fruire del bonus mobili è necessario avere effettuato una spesa di lavori edili. Ecco quali sono accettati:

  • le manutenzioni straordinarie (ordinarie, solo su parti comuni condominiali),
  • i restauri e risanamenti conservativi,
  • le ristrutturazioni edilizie,
  • le ricostruzioni o ripristini di immobili danneggiati da eventi calamitosi e gli acquisti di abitazioni facenti parte di fabbricati completamente ristrutturati (od oggetto di restauro e risanamento conservativo) da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare.

Ricordiamo che sui lavori edili vige una detrazione al 50% [4]. Per conoscere tutte le regole sulla ristrutturazione edilizia ti consigliamo la nostra guida dedicata.


note

[1] Agenzia delle Entrate circ. 7/E/2016

[2] Dl 78/2010, art. 25

[3] Agenzia delle Entrate circ. 29/E/2013

[4] TUIR articolo 16-bis


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