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Assunzione agevolata anche a chi ne ha fruito in precedenza

21 Maggio 2016
Assunzione agevolata anche a chi ne ha fruito in precedenza

Anche chi ha già fruito delle agevolazioni potrà essere assunto in regime di vantaggio con l’esonero biennale. Ecco i chiarimenti del Ministero del Lavoro.

Via all’esonero biennale che è stato previsto dalla legge di stabilità 2016 [1] per quei lavoratori che abbiano già usufruito in passato di un incentivo (relativo ad un’assunzione da parte di un precedente datore di lavoro).

Per poter fruire del doppio incentivo è necessario che si verifichi che le aziende non siano in condizione di collegamento. Non deve cioè essere presente né un nesso societario, né un rapporto di collegamento o di controllo. La prima assunzione, infine, deve essere cessata da almeno sei mesi.

L’incentivo viene riproposto dunque anche a seguito di precedenti rapporti a tempo indeterminato agevolati e conclusisi successivamente. Il nuovo esonero è di carattere biennale, ma il fatto che si ponga in continuità con le precedenti previsioni porta ad una facilitazione nel controllo dei requisiti e dunque un più semplice accesso al beneficio.

Requisiti dell’esonero biennale

Quali requisiti deve avere il lavoratore per poter fruire dell’esonero biennale? Si tratta di requisiti comuni con il precedente esonero triennale:

  • l’assenza di un rapporto a tempo indeterminato, intrattenuto con qualsiasi datore di lavoro, nei sei mesi precedenti l’assunzione;
  • l’inesistenza di un’assunzione presso lo stesso datore di lavoro (in procinto di assumere), comprese le società controllate o collegate o facenti capo – anche per interposta persona – allo stesso soggetto, nell’ultimo trimestre del 2015.

Cosa si intende per collegamento o controllo?

La norma per l’esonero biennale nel definire il collegamento o il controllo tra un’azienda e un’altra fa riferimento a quanto disposto in materia dal Codice civile [2].

Sono considerate società controllate: 

  1. le società in cui un’altra società dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria; 
  2. le società in cui un’altra società dispone di voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria; 
  3. le società che sono sotto influenza dominante di un’altra società in virtù di particolari vincoli contrattuali con essa. 

Ai fini dell’applicazione dei numeri 1) e 2) del primo comma si computano anche i voti spettanti a società controllate, a società fiduciarie e a persona interposta; non si computano i voti spettanti per conto di terzi. 

Con riferimento all’ultimo punto che abbiamo citato, ovvero la cosiddetta “influenza notevole” esercitata dalla controllante sulla controllata, l’influenza si presume quando nell’assemblea ordinaria può essere esercitato almeno un quinto dei voti ovvero un decimo se la società ha azioni quotate in borsa.


note

[1] L. 208/2015

[2] Cod. Civ. art. 2359 


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