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Sicurezza lavoro: il coordinatore non ha responsabilità di controllo

8 Luglio 2016
Sicurezza lavoro: il coordinatore non ha responsabilità di controllo

Il coordinatore della sicurezza ha compiti gestionali e non di controllo: la sentenza della Cassazione protegge i coordinatori sui cantieri.

Il coordinatore per l’esecuzione delle procedure di sicurezza è incaricato di una posizione di garanzia e non di responsabilità, non è dunque tenuto a verificare in ogni momento il rispetto delle procedure da parte del personale nel cantiere. Un intervento diretto del coordinatore, difatti, è previsto dalla Legge [1] solo in caso di pericolo grave e imminente e direttamente riscontrato.

Sulla base di tali osservazioni, la Corte di Cassazione [2] ha sovvertito la decisione dei primi due gradi di giudizio nei quali, per un incidente mortale all’interno di un cantiere, il tribunale di primo grado e la Corte d’Appello avevano entrambi condannato anche il coordinatore.

La Cassazione il ruolo del coordinatore sarebbe dunque di tipo prettamente gestionale e non di controllo, la figura ha difatti per la Suprema Corte “una posizione di garanzia che non va confusa con quella del datore di lavoro…in altri termini non è il controllore del datore di lavoro, ma il gestore del rischio interferenziale“, cioè egli è direttamente coinvolto nella gestione del pericolo che si può presentare quando ci sono più imprese coinvolte simultaneamente nei lavori.

Si tratta dunque di un’attività svolta attraverso atti formali, mediante contestazione alle imprese e informazione al committente delle irregolarità riscontrate. La sospensione dei lavori può essere decisa dal coordinatore solo ed esclusivamente a fronte di pericolo grave e imminente riscontrato in maniera diretta.

Nella lettera della Corte, dunque, “Solo qualora l’infortunio sia riconducibile a carenze organizzative generali di immediata percettibilità – scrivono i giudici – sarà dunque configurabile anche la responsabilità del coordinatore“.

Neanche per il suo dovere di formazione e informazione nei confronti del lavoratore il coordinatore può essere condannato: il coordinatore deve verificare il rispetto delle norme a livello documentale, mentre la responsabilità e l’obbligo di verifica che quella formazione sia effettivamente svolta ricade sul datore di lavoro che dunque è l’unico ad avere un dovere di controllo.


note

[1] Dlgs 81/2008, art. 92, lett.F.

[2] Cass. sent. n. 27165/2016.


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