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Diritto di recesso: cos’è e come si esercita

24 gennaio 2013


Diritto di recesso: cos’è e come si esercita

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 gennaio 2013



Contratti online, vendite porta a porta o televendite: il consumatore è tutelato con il diritto di recesso, ossia la possibilità di restituire la merce e ottenere indietro i soldi eventualmente già pagati. Come fare per difendersi da soli?

Quando si stipula un contratto di acquisto o fornitura di beni o servizi per corrispondenza o in luogo diverso da negozio o dalla sede dell’operatore commerciale oppure online, il consumatore può recede dal contratto entro 10 giorni.

In tale termine è sufficiente consegnare all’ufficio postale la raccomandata con ricevuta di ritorno con la quale si comunica la volontà di recedere dal contratto.

Da quando si contano i 10 giorni?

Bisogna distinguere due casi:

1 – l’operatore commerciale ha informato (come era suo obbligo) il consumatore della possibilità di recedere dal contratto:

– se al consumatore era stato preventivamente mostrato il prodotto oggetto del contratto, i dieci giorni si contano dalla data di sottoscrizione della nota d’ordine (se questa contiene l’avviso della facoltà di recedere) oppure (se non è stata predisposta una nota d’ordine) da quando l’operatore ha informato il consumatore della possibilità di recedere);

– qualora l’acquisto sia stato effettuato per corrispondenza (cioè sia stato mostrato o illustrato un prodotto di tipo diverso da quello oggetto del contratto) i dieci giorni si contano dalla data in cui si è effettivamente ricevuta la merce (nel caso di servizi, dal giorno della conclusione del contratto).

2 – l’operatore commerciale non ha informato il consumatore della possibilità di recedere dal contratto oppure ha fornito un’informazione incompleta o errata che non ha consentito il corretto esercizio di tale diritto. In tal caso, il consumatore può recedere entro tre mesi dalla data di stipulazione del contratto, per i contratti riguardanti le prestazioni di servizi, oppure dalla data di ricevimento della merce, nel caso di contratti riguardanti la fornitura di beni.

Come fare per recedere dal contratto concluso online, per corrispondenza o fuori dai locali dell’operatore commerciale?

Bisogna inviare all’operatore commerciale una lettera raccomandata con avviso di ricevimento. La comunicazione può essere inviata, entro 10 giorni, anche mediante telegramma, telex o mezzi analoghi: in tal caso, deve però essere confermata con lettera raccomandata con avviso di ricevimento entro le 48 ore successive.

Esistono delle deroghe al diritto di recesso del consumatore?

Il diritto di recesso è escluso da parte di chi abbia acquistato per corrispondenza o fuori dai locali dell’operatore commerciale per alcuni contratti.

Si citano in particolare:

– contratti per la costruzione, vendita e locazione di immobili;

–  contratti di assicurazione;

– contratti di fornitura di servizi relativi all’alloggio, ai trasporti, alla ristorazione, al tempo libero;

– contratti aventi ad oggetto la fornitura di beni o le prestazioni di servizi per i quali il consumatore non debba pagare più di 26 euro.

Cosa succede in seguito al recesso?

Si deve restituire il bene al commerciante qualora lo si sia già ricevuto, seguendo le istruzioni che il venditore deve obbligatoriamente indicare. L’operatore commerciale, invece, dovrà restituire, entro 30 giorni dalla data in cui è venuto a conoscenza del diritto di recesso, gli importi eventualmente già versatigli dal consumatore e non potrà pretendere da quest’ultimo importi ulteriori a titolo di rimborso spese.

Le spese di spedizione, però, sono a carico del consumatore.

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1 Commento

  1. Piccola precisazione sulla frase che conclude l’articolo:”Le spese di spedizione, però, sono a carico del consumatore. ” le spese per la restituzione della merce,sì.Le spese di spedizione iniziali,quelle pagate al venditore al momento dell’acquisto oltre al costo della merce,devono invece essere rimborsate integralmente al compratore.

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