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Tasse, imposte e contributi: definizioni e differenze

2 Agosto 2016 | Autore:


> Business Pubblicato il 2 Agosto 2016



Spesso usati come sinonimi, in realtà tasse e imposte sono sostanzialmente differenti. E qual è la differenza coi tributi o ancora, cosa sono i contributi? Ecco tutte le differenze.

La differenza tra tasse e imposte è tutt’altro che marginale e riguarda il rapporto tra cittadino e Stato. Eppure nel linguaggio comune spesso si tende a far confusione, utilizzando un termine per un altro. Diamo allora un po’ di definizioni.

Cosa sono le imposte?

Per imposta si intende un prelevamento coattivo  di ricchezza, che lo Stato pone in essere in base ai principi costituzionali. In particolare due sono i principi della nostra Carta Fondamentale che interessano in materia:

  • Il principio di capacità contributiva (art. 53 della Costituzione) stabilisce che ogni cittadino deve contribuire alle spese dello Stato “in ragione della propria capacità di produrre reddito”. La “capacità contributiva” fa leva su tre indicatori: il reddito, il patrimonio ed il consumo.
  • il principio di solidarietà (artt. 2 e 53 della Costituzione) in virtù del quale le imposte sono comunque dovute da ciascun cittadino, così da venire incontro alle esigenze dei cittadini meno abbienti

Proprio partendo da tali principi possiamo individuare la principale caratteristica dell’imposta: essa rappresenta il contributo del cittadino alle casse dello Stato, ma non per un particolare servizio o un’attività prestata dallo Stato nei suoi confronti, bensì per il finanziamento delle spese c.d. “indivisibili”, cioè quelle spese per le quali non è possibile stabilire l’effettivo utilizzo da parte di ciascuno, in quanto sono rivolte a finanziare la pluralità dei cittadini.

Cosa sono le tasse?

Le tasse sono invece dei prelevamenti sui conti del cittadino per aver usufruito di un servizio (ad.esempio la TARI, tassa sui rifiuti, che il cittadino paga in cambio del servizio di raccolta), di un atto, di un bene pubblico o di un servizio.

Pertanto, al contrario delle imposte, le tasse finanziano le cosiddette spese “divisibili”, tese a finanziare servizi specifici rivolti ai cittadini. Mantenendo l’esempio precedente, la TARI viene pagata dai cittadini di un determinato Comune, in ragione ed a finanziamento di un servizio specifico che lo stesso gli offre: la raccolta rifiuti.

Il soggetto trae un’utilità da un’attività statale o da una prestazione di servizio pubblico e, in ragione di tale utilità, gli è dovuta una prestazione patrimoniale. E’ qui che sta la divisibilità della tassa, la possibilità di esser fornita ad un singolo soggetto.

Tuttavia non va confusa con la tariffa che viene versata dall’utente per fruire di un determinato servizio, come ad esempio il trasporto pubblico, il gas etc. Questi sono infatti dei corrispettivi di natura contrattuale. La tassa  è invece un tributo. 

Che si intende per tributo?

Il tributo è una categoria generica, all’interno del quale si fanno rientrare tutte le somme dovute al Fisco, vale a dire sia le tasse, che le imposte che i contributi

E cosa si intende per contributi?

Il concetto di contributo è più ampio, poichè la sua accezione cambia a seconda del campo d’azione, tanto nel linguaggio comune quanto nei diversi linguaggi tecnici.

Nel diritto tributario per contributo si intende un prelevamento di ricchezza basato sull’accrescimento reddituale o patrimoniale del soggetto.

Da un punto di vista previdenziale, invece, i contributi sono dei versamenti periodici che i cittadini effettuano nei confronti di un ente previdenziale, per ottenere, poi, un’adeguata pensione in futuro.

Si parla poi di contributo anche per indicare una prestazione che gli appartenenti a determinate categorie devono garantire ad alcune organizzazione pubbliche, come gli albi professionali.

Vi è poi il Contributo Unificato, C.U., con il quale si indica il costo da pagare per poter adire alle vie legali ed iniziare una causa legale.


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