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Turismo enogastronomico: Italia tra le prime nel food travel

13 Agosto 2016 | Autore:


> Business Pubblicato il 13 Agosto 2016



I food traveler premiano l’Italia, tra le prime mete scelte per il turismo enogastronomico. Ecco chi ama il cibo italiano

Si chiama Food Travel ed è la nuova tendenza del turismo: viaggiare non più soltanto per relax, voglia di avventura o per l’interesse rispetto alle mete culturali, ma intendere il viaggio come esperienza totale, viaggiare alla ricerca della scoperta di diversi usi e modi di vivere, e naturalmente anche di diversi sapori. Il cibo, si sa, dice molto di un popolo e della sua cultura, e per comprendere a pieno le tradizioni e gli stili di vita è necessario anche mangiare come il popolo ospitante.

Se poi la meta è una delle patrie del cibo, famosa nel mondo per le prelibatezze culinarie, allora tanto meglio.

L’Italia è una delle mete preferita dai “food traveler”

Sarà per questo che l’Italia è tra le mete preferite dai “food traveler”, i turisti enogastronomici, curiosi di assaggiare nuovi piatti, visitando le zone in cui quei cibi vengono prodotti. È quanto emerge dal Food Travel Monitor 2016, ultimo report della World Food Travel Association (WFTA), organizzazione non-profit operante su scala internazionale, all’avanguardia in tema di turismo enogastronomico. La WFTA ha intervistato 2800 persone provenienti da paesi di tutto il mondo, ed il 49% dei turisti ha dichiarato di tenere in considerazione anche la cucina dei luoghi, prima di decidere cosa visitare.

Mangiare e bere, si può dire, a km zero: perché, come recitavano gli slogan dell’Expo 2015 “il cibo è vita” e visitare una cantina, degustando i vini dalla botte, o assaporare prodotti famosi in tutto il mondo nelle loro sedi di produzione, può essere un’esperienza di vita più interessante di quanto si pensi.

Buongustai internazionali: ecco chi viaggia di più verso Italia per assaggiare il nostro cibo

L’Italia è da sempre meta amata dai turisti, come è giusto che sia per un Paese che detiene quasi la metà del patrimonio artistico mondiale. Ma a quanto pare è anche il cibo ad attirare turisti da ogni parte del mondo.

Chi più apprezza la nostra cucina sembrano essere i cinesi: sarà per la diversità dei nostri cibi rispetto ai loro, ma la Penisola si rivela la prima meta turistica enogastronomica per i turisti del levante, che considerano il cibo italiano l’unica valida alternativa al cibo orientale; li seguono i messicani e gli indiani.

In  Europa sono invece i tedeschi ad apprezzare maggiormente il made in Italy culinario.

Gli italiani d’altra parte, sembrano invece i meno interessati a questo tipo di viaggio, o quanto meno non sembrano particolarmente attratti dal viaggiare in Italia per degustare i propri prodotti. Tuttavia forse è normale che sia così: la curiosità spinge verso ciò che si conosce meno, ed una “fiorentina” è forse considerata, per noi, “più banale” rispetto al sushi “originale” made in Japan.

Oppure siamo vittima di una sorta di pregiudizio gastronomico, sintomo, al contrario, di una chiusura mentale verso gusti differenti da quelli ai quali è abituato il nostro palato?

Qual è il profilo del turista gastronomico?

Dal report si evidenziano varie tipologie di turista goloso: c’è chi è spinto dalla voglia di assaporare i sapori autentici; chi spinto dalla “fame” di conoscenza cerca gusti nuovi; chi opta per l’esperienza sensoriale e di vita in un particolare ristorante stellato, e al contrario chi, per calarsi a pieno nelle abitudini del posto, nel tentativo di essere “viaggiatore” più che turista, punta sui locali tipici della zona.

In ogni caso si tratta di un tipo di turismo soprattutto giovane: secondo il Food Travel Monitor sono infatti i nati nel 2000 i più attratti da questo nuovo modo di intendere il viaggio.


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