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L’Agenzia vicina alle imprese: cos’è la cooperative compliance

19 Settembre 2016
L’Agenzia vicina alle imprese: cos’è la cooperative compliance

L’Agenzia lavora sul rapporto con i contribuenti, anche di grandi dimensioni. Ecco come funziona la cooperative compliance, o adempimento collaborativo.

L’Agenzia delle Entrate nel solco del percorso di compliance che ha caratterizzato quest’anno 2016, ha lanciato un ulteriore strumento per favorire il dialogo con i grandi contribuenti.
Si tratta della cooperative compliance (o adempimento collaborativo), istituto che, nato nel 2015 [1], vede oggi un chiarimento da un punto di vista del profilo operativo. Vediamo come funziona.

Cos’è la cooperative compliance (o adempimento collaborativo)

La cooperative compliance è una modalità operativa che è stata definita nella pratica dalle Entrate, da ultimo con una circolare di qualche giorno fa [2].
Si tratta nella pratica di un regime di adempimento collaborativo che permette di avere un confronto costante con l’Agenzia, una sorta di dialogo preventivo che permetta alle aziende di grandi dimensioni di ridurre al minimo i rischi fiscali.

A chi è rivolta la cooperative compliance?

La cooperative compliance è rivolta da principio alle aziende di grandi dimensioni, nell’ordine di 10miliardi di euro di ricavi o volumi d’affari. Le realtà che hanno deciso di partecipare al progetto pilota sin dal suo lancio qualche tempo fa potranno partecipare già a partire da 1 miliardo di giro d’affari.
Non si prevede infine nessuna soglia, per le imprese che intendono dare esecuzione alla risposta dell’Agenzia delle Entrate, fornita a seguito di istanza di interpello sui nuovi investimenti.

Adempimento collaborativo (cooperative compliance): quali vantaggi

La cooperative compliance (o adempimento collaborativo) è stato istituito in Italia già dal 2015. La normativa prevede diverse premialità per le imprese che intendono aderire al regime. Ecco quali sono dunque i vantaggi:

  • accedere a una procedura abbreviata di interpello preventivo (dunque ottenere una risposta entro 45 giorni dall’Agenzia);
  • sanzioni ridotte alla metà, e comunque in misura non superiore al minimo edittale, con sospensione della riscossione fino alla definitività dell’accertamento, per i rischi comunicati in modo tempestivo ed esauriente;
  • esonero dal presentare garanzie per i rimborsi delle imposte dirette e indirette per tutto il periodo di permanenza nel regime;
  • pubblicazione sul sito istituzionale dell’Agenzia dell’elenco dei contribuenti che hanno aderito al regime.

note

[1] Dlgs 128/2015 art. 6.

[2] Agenzia delle Entrate, circ. n. 38 del 16.09.2016.

Autore immagine: Pixabay.com


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